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Archiviato il derby alla Valascia, l’anno politico inizia subito a pieno regime. Da lunedì a mercoledì sono stato ad Interlaken, all’annuale Seminario dei Governi cantonali, momento privilegiato di incontro dei Consiglieri di Stato svizzeri – presenti in corpore i ticinesi, ottimo! – tra di loro e con la politica federale. Quest’anno c’erano i Consiglieri federali Sommaruga, Widmer-Schlumpf e Schneider-Ammann, diversi alti funzionari fra cui il nuovo Segretario di Stato alla Formazione e alla Ricerca Mauro Dell’Ambrogio, mentre al Presidente degli Stati tocca tradizionalmente aprire i lavori della seconda giornata.

Diversi interventi esprimono il malumore dei Governi cantonali verso la politica federale che non li rispetterebbe abbastanza e continuerebbe a restringere i margini del federalismo, imponendo soluzioni centralistiche. Particolarmente severi i presidenti delle Conferenze dei direttori delle Finanze Christian Wanner e della Sanità Carlo Conti: per loro «Il problema non è il Governo, ma il Parlamento» e in particolare il Consiglio degli Stati, vieppiù dimentico del suo ruolo di rappresentante dei Cantoni.

Nel mio saluto difendo dunque in primis il nostro Consiglio, ricordando che per Costituzione il Parlamento comprende due Camere entrambe chiamate ad operare per il bene della Confederazione ed entrambe composte da deputati che votano tutti senza istruzioni, né dai partiti, né dai gruppi di pressione e nemmeno dai rispettivi Cantoni… Avevo comunque detto nel mio discorso di entrata in carica il 26 novembre sorso che ero io stesso preoccupato dalla costante erosione del federalismo ed invitavo i colleghi a frenare quella “estasi legislativa” (per dirla con Kafka) che troppo spesso ci fa credere di dover regolare e normalizzare per legge federale tutto quanto avviene nel mondo, dimenticando che ci sono comunque più stelle in cielo che paragrafi nelle nostre leggi!

Temi scottanti sono comunque sul tappeto di questo Seminario di alto livello, dalle questioni dell’asilo e della sanità a quelle dell’economia e della formazione. In ogni discorso ritorna però – ed è un leit-motiv che dominerà di certo il 2013 – la sempre più inquietante pressione dell’impaziente Europa, che sta alzando i toni per regolare una volta per tutte a modo suo le relazioni vicendevoli. In prima linea per le ricadute fiscali di qualunque nuova regola vi sono i Cantoni, e su questo punto gli interrogativi posti ad Eveline Widmer-Schlumpf sono stati molto vivaci. Mercoledì sono poi passato direttamente a Berna, dove i presidenti delle Camere vengono associati dal Presidente della Confederazione allo scambio di auguri con il Corpo Diplomatico. Molto apprezzabili le parole del Decano del Corpo – per definizione la carica spetta al Nunzio Apostolico, attualmente mons. Diego Causero – che ha richiamato i politici a non abbassare mai la guardia sui valori etici che devono guidare la ricerca del bene comune, per poi ricordare “en passant” che la Santa Sede sarebbe lieta di ospitare un ambasciatore svizzero residente, come chiesto da un recente atto parlamentare (attualmente il titolo è attribuito ad un diplomatico di stanza a Berna, il che ci preclude di seguire da vicino i numerosi incontri diplomatici informali e confidenziali che si svolgono in Vaticano al riparo da occhi indiscreti e che giocano un ruolo importante nella pacificazione di molte tensioni nel mondo intero).

Altrettanto apprezzabile il discorso vigoroso di Ueli Maurer, che ha colto l’occasione per ricordare ai numerosi ospiti, soprattutto europei, che il rispetto della sovranità degli Stati indipendentemente dalla loro forza è un principio fondamentale di civiltà e di pace. Chi ha orecchie per intendere intenda…

La settimana si conclude venerdì e sabato con l’annuale ritiro del Gruppo PPD alle Camere federali, nel quadro idillico del Flüeli-Ranft, l’eremo di San Nicolao della Flüe. Fra montagne innevate che invitano alla meditazione, ci chiniamo – tanto per cambiare – sulla politica europea della Svizzera, sulla sua politica di sicurezza e sulle sfide della politica sociale. Tre grandi temi sui quali valeva la pena riflettere fra di noi senza l’assillo dei media e il peso di dover immediatamente rilasciare dichiarazioni: bisognerebbe farlo molto più spesso: la nostra nevrotica politica avrebbe tutto da guadagnarci!