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La settimana politica inizia stavolta solo al mercoledì, con una maratona di incontri della Deputazione ticinese – per la prima volta sotto la presidenza di Lorenzo Quadri – intenta a non perdere il contatto con le realtà cantonali che dipendono direttamente da scelte federali. Iniziano le Commissioni trasporti dei quattro agglomerati ticinesi, che presentano i rispettivi programmi di agglomerato, in lotta per la spartizione della torta federale da suddividere fra i programmi dei trasporti di quaranta agglomerati svizzeri! Ce ne occuperemo in Commissione trasporti – io agli Stati, Regazzi e Quadri al Nazionale – e come al solito si tratterà di cercare alleanze.

Seguono i rappresentanti della piazza finanziaria, preoccupati degli sviluppi nei negoziati fiscali con l’Italia e con l’UE, mentre concludiamo con il Comitato delle Officine di Bellinzona, in cerca di sicurezze di fronte ad una direzione FFS che per ora non dimostra grande volontà di rilancio. Di tutto prendo diligente nota anch’io… in barba a chi pensava che nell’anno presidenziale non avrei più potuto impegnarmi per concrete esigenze ticinesi!

Giovedì mattina sono a Berna, Commissione Energia Ambiente e Territorio, e propongo una mozione di Commissione per chiarire e soprattutto accelerare le procedure per i Comuni che desiderano frasi stralciare dalla lista di quelli che non possono più costruire residenze secondarie avendo superato il 20%. Il caso più clamoroso riguarda Locarno, che si trova chiaramente sotto il limite secondo le proprie fondate statistiche, ma viene colpita ugualmente dal divieto. Voteremo sulla mozione in Commissione a febbraio.

Giovedì sera cambio totalmente scenario e volo a Roma per partecipare al “Forum per il dialogo Italia-Svizzera”, promosso dal nostro dinamico ambasciatore Bernardino Regazzoni, che ci riunisce nello stupendo scenario di Villa Madama con i rispettivi ministri degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata e Didier Burkhalter. Pregevole iniziativa volta a rilanciare le nostre relazioni bilaterali che – come ho modo di dire nel mio saluto ufficiale – hanno toccato negli scorsi anni il loro punto più basso dai tempi del Fascismo.

Fortunatamente il Governo Monti ha riaperto il negoziato fiscale, ma notoriamente è a termine, e non è detto che il successore prosegua sulla medesima strada. Senza ovviamente prendere impegni formali, il mio amico di gioventù Enrico Letta – moderatore del Gruppo di lavoro competente in seno a questo Forum – fornisce ampie assicurazioni di simpatia verso la Svizzera e i volontà di giungere presto ad un accordo, che non abbia le caratteristiche del condono o dell’amnistia.

Per l’ottantina di partecipanti – politici, alti funzionari, imprenditori, banchieri, personalità della cultura e dei media – il Forum è sicuramente un grande successo, che ha permesso in due giorni di conoscersi, capire i problemi reciproci e riaprire un dialogo da troppo tempo interrotto. Perché se è vero che Italia e Svizzera sono naturalmente vicine per molte ragioni storiche, geografiche, culturali ed economiche, è anche purtroppo vero – come ho concluso il mio saluto – che la routine di questa vicinanza ci ha condotti a considerarla scontata e a dimenticare che i buoni rapporti vanno sempre curati, anche fra amici.

Proprio questa distrazione e questa assuefazione ci hanno fatti trovare impreparati e improvvisamente molto lontani, quando è divampato l’incendio del contenzioso fiscale. Ora il pompiere Monti è intervenuto, ma è responsabilità nostra ristabilire e curare un vero e durevole rapporto di amicizia nel reciproco rispetto nella vicendevole comprensione. Perciò il Forum deve diventare un incontro annuale regolare, e noi ci siamo sin d’ora dati appuntamento fra un anno in Svizzera.