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Se la settimana scorsa è stata quella dell’Inghilterra (con due giorni intensi a Berna comunque, per il Bureau degli Stati, la Delegazione amministrativa, la Conferenza di coordinamento delle due Camere, l’incontro de Presidenti con il Consiglio federale, l’incontro con la Nunziatura apostolica e la Delegazione di Taiwan…), questa tredicesima settimana è dedicata alla Germania, con la visita a Berna del mio omologo, il Presidente del Bundesrat tedesco e primo Primo ministro Verde del Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann.

Persona squisita, già docente di chimica, biologia ed etica, grande ammiratore della filosofa svizzera Jeanne Hersch – discepola in Germania di Jaspers e Heidegger – Kretschmann indica con chiarezza fin dall’inizio che la sua visita vuol essere un chiaro segnale di distensione e di collaborazione all Svizzera, malgrado il momento delicato dovuto alla sovrapposizione – assolutamente casuale – di due dossiers delicati, l’accordo fiscale (approvato dal Bundestag ma respinto dal suo Bundesrat) e l’accordo sull’aeroporto di Zurigo, che il Parlamento svizzero sta per ratificare ma che in Germania è praticamente congelato. Appare evidente come l’emotività suscitata dai due temi impedisca ulteriori sviluppi prima delle elezioni tedesche di ottobre.

Per contro, Winfried Kretschmann tiene ad assicurare che la volontà di riprendere il dialogo è ben presente, a cominciare dal suo Land, il Baden-Württemberg, confinante con la Svizzera e molto sensibile all’interscambio economico, culturale, sociale e storico con il nostro Paese.  Apprendo al passaggio che lo scambio economico con la Svizzera è il terzo per la Germania, dopo quello con Stati Uniti e Cina ma di poco davanti a quello con la Francia! Quanto alla Germania, essa rappresenta da sola per l’economia svizzera di più dell’interscambio cumulato con Italia, Francia, Regno Unito e Paesi Bassi.

Il collega Presidente conviene con me che fra Paesi vicini e amici, l’amicizia non può restare una formula vuota, ma deve concretizzarsi nei fatti, dunque in particolare nel rispetto reciproco e nella volontà di regolare le differenze nell’ambito di negoziati bilaterali e non con misure unilaterali dell’una o dell’altra parte.  Non resta che credergli e… guardare fiduciosi al dopo elezioni!  Peraltro mi conferma quanto ho già scritto su queste colonne, ovvero che la Germania, pur apprezzando le richieste di rigore finanziario  avanzate da David Cameron, non intende assolutamente seguirlo sulla via di un’UE meno centralizzatrice e disposta a rivalutare la sussidiarietà. Affaire à suivre…

Per far buona pesa, al termine della sua significativa visita a Berna – l’ultimo Presidente del Bundesrat a visitarci fu il mio amico Lothar Spaeth, quand’era Primo ministro CDU della Baden-Württemberg nel 1985! – Kretschmann ricambia l’invito a rendergli visita a Berlino nel corso di quest’anno.  Ben volentieri accetto: tocca come noto ai Governi gestire le relazioni estere dei singoli Paesi e negoziare i vari accordi bilaterali, ma tocca poi ai Parlamenti ratificarli, e le relazioni parlamentari internazionali assumono sempre più importanza, specie per la Svizzera che deve assolutamente farsi conoscere ed apprezzare di più, ritrovando amici soprattutto nei Paesi europei dove léi ha persi nell’ultimo ventennio.

La settimana si completa con il consueto incontro fra Deputazione Ticinese e Consiglio d Stato in vista della prossima Sessione delle Camere, con una riunione della Commissione energia ambiente e territorio degli Stati, e con la riunione del Gruppo PPD alle Camere federali che, fra altri oggetti, decide a chiara maggioranza di rimanere fedele alla linea governativa in favore di un prosecuzione “approfondita” della via bilaterale con l’Unione europea, scartando l’ipotesi di un nuovo tentativo di adesione allo Spazio Economico Europeo vagheggiata dal presidente del Partito. Come si vede, anche la dialettica interna non manca…