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Il Consiglio nazionale ha approvato oggi le mozioni dei “senatori” ticinesi Filippo Lombardi (PPD) e Fabio Abate (PLR) che prevedono un’estensione degli orari di apertura dei negozi. Gli atti parlamentari sono stati sostenuti dal centro e dalla destra, lo schieramento rosso-verde si è invece invano battuto per lo statu quo.

La mozione Abate, che mira ad allentare il divieto di lavoro domenicale nelle regioni turistiche, è stata accolta con 121 voti a 56. Il testo era stato depositato quindici giorni dopo la decisione del governo ticinese di non permettere più le aperture domenicali al centro commerciale Fox Town di Mendrisio. Da 16 anni, questo emporio è aperto 7 giorni su 7, violando la Legge federale sul lavoro.

La mozione Lombardi – che chiede di permettere l’apertura dei negozi dalle 06.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì, e il sabato dalle 06.00 alle 19.00 – è invece stata approvata con 126 voti contro 57. Gli Stati dovranno pronunciarsi ancora una volta: il Nazionale ha infatti aggiunto una disposizione per permettere ai cantoni di non autorizzare l’apertura dei negozi nei giorni festivi infrasettimanali.

Per la maggioranza, l’estensione e l’armonizzazione degli orari di apertura dei negozi permetterà di lottare contro il turismo degli acquisti causato in Svizzera dal franco forte e di salvaguardare così numerosi posti di lavoro. La crisi dell’euro sta infatti mettendo a dura prova molti negozi situati nelle zone di frontiera, come in Ticino, con perdite miliardarie per tutto il settore.

La sinistra si è invece invano battuta contro “lo smantellamento continuo delle barriere che proteggono i lavoratori”. Lo schieramento rosso-verde ha anche messo in dubbio la reale necessità di estendere le aperture dei negozi, sottolineando che il popolo ha quasi sempre respinto in votazione proposte simili.

La sinistra ha già promesso il referendum contro l’estensione degli orari d’apertura dei negozi prevista dalla mozione Lombardi, che comporta una modifica legislativa. Nulla potrà invece fare contro la mozione Abate, dato che il governo è stato incaricato di agire tramite ordinanza.

ATS