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Settimana particolarmente intensa agli Stati, con due votazioni in cui il mio voto risulta determinante. Come noto il Presidente di regola non vota, salvo in caso di parità nel Consiglio oppure quando si tratta di “levare il freno alla spesa” (una regola restrittiva per ogni nuovo credito e impegno finanziario, che esige l’accordo della maggioranza assoluta dei membri del Consiglio, ovvero 24 agli Stati e 101 al Nazionale, per cui assenti e astenuti di fatto contano come contrari).

Il primo oggetto è il decreto urgente proposto dal Consiglio federale per reintrodurre dal 1. Aprile una moratoria sull’apertura di nuovi studi medici, in attesa di una regolazione finalmente soddisfacente. Nei Cantoni di frontiera, Ticino compreso, il problema è acutissimo, con un’esplosione delle richieste di medici stranieri dopo la levata della precedente moratoria, purtroppo non sostituita da nulla. Questo balzo in avanti si tradurrà inevitabilmente in un nuovo rialzo dei costi complessivi della salute e di conseguenza dei premi di Cassa malati, tema particolarmente sensibile a casa nostra.  Ovviamente vi sono anche validi argomenti contrari, e la maggioranza della Commissione – pur ammettendo l’esistenza del problema – propone di rinviare l’oggetto al Governo.

Il Consiglio dibatte a lungo, giungendo alla perfetta parità con 21:21. Mi tocca dunque decidere, e decido di seguire il Consiglio federale per una semplice questione di coerenza: non si può da una parte riconoscere l’urgenza del problema e poi rinviare alle calende greche l’unica minima misura immediata che si trova sul tavolo. La Commissione si vendicherà poi il giorno dopo, decidendo di rinviare ad aprile la discussione di dettaglio, il che impedirà in ogni caso di applicare la moratoria prima di luglio: una brutta pagina a mio avviso, che avrà di sicuro conseguenze.

Il secondo oggetto è l’aumento dei mezzi per gli investimenti strutturali regionali nell’agricoltura nell’ambito della Politica agricola 2014-17.  Sono 160 milioni di più su quattro anni, ovvero 40 all’anno, ai quali sono interessate in particolare le regioni agricole più deboli, fra cui tanto per cambiare il Ticino. Ne dibattiamo per la seconda volta, perché lo scorso dicembre anche su questo tema eravamo finiti in parità e mi ero allora pronunciato contro l’aumento in nome della disciplina finanziaria invocata dal Governo.

Per ben due volte il Nazionale ha invece sostenuto quest’aumento, e gli Stati ora si allineano con 19:16 e qualche astensione più qualche collega fuori aula. Trattandosi però di un aumento di credito dobbiamo appunto levare il famoso “freno alla spesa” e ci vogliono 24 voti… Richiamati un po’ di assenti procedo al voto e sostengo anch’io la levata di questo freno, facendo così raggiungere “a brucio” il minimo indispensabile di 24! Anche qui mi pare questione di coerenza: sarebbe illogico avere in entrambe le Camere la maggioranza a favore di una decisione politica importante, e poi farle mancare per un pelo il quorum del freno alla spesa in Consiglio degli Stati.

Cosa che peraltro avvenuta sempre in questa settimana per il nuovo velivolo da combattimento: maggioranza risicata di 22:20 per l’acquisto, poi vi si aggiunge il mio voto per levare il freno alla spesa ma il totale si ferma a 23 e… per un voto il finanziamento non è dunque accettato!
Altro tema atteso, l’Iniziativa cantonale ticinese per portare il Consiglio federale da 7 a 9. Con il collega Abate l’avevamo fatta accettare alla grande per 9:3  in Commissione delle Istituzioni Politiche, mentre in Consiglio manchiamo purtroppo la parità che mi avrebbe permesso di votare a favore, e ci fermiamo a 21 no contro 20 sì e 2 astensioni. Delusione e rammarico, anche se bisogna dire che – conoscendo i colleghi – abbiamo già “tirato fuori l’acqua dai sassi” per arrivare a questo risultato…

Per il resto la settimana ci riserva il consueto lotto di impegni paralleli: lunedi cena con la Conferenza dei Governi cantonali (dal Ticino vengono Gobbi e Beltraminelli); mercoledì pranzo con gli ex-presidenti delle due Camere,  giovedì audizione dei candidati per la successione del Segretario del Consiglio degli Stati, venerdì “Saint Patrick’s day” all’Ambasciata d’Irlanda e festa di compleanno dell’Ambasciatore di Germania. La serata più bella è comunque quella di martedì, con un veloce rientro in Ticino per la quarta vittoria che permette all’HCAP di concludere la sua stagione in anticipo rispetto alle due tormentate stagioni precedenti. Ma questa è una storia che va scritta su un’altra pagina…