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Ultima intensa settimana della sessione primaverile, con agenda carica di oggetti importanti e dibattiti parlamentari piuttosto difficili da presiedere: nuova politica agricola, nuova legge sui cartelli, nuova legge sull’alcol, iniziativa popolare 1-12, e via dicendo… Su alcuni di questi temi  si possono passare anche tre o quattro ore di dibattito, il record lo stabilisce questa volta la legge sui cartelli con quasi sette ore!

Una sfida non indifferente per il Presidente, soprattutto quando sul medesimo articolo si scontrano il Consiglio federale, la maggioranza della Commissione competente, un paio di minoranze diverse e ancora magari qualche emendamento individuale di colleghi non membri di Commissione.   L’ordine del dibattito e la successione in cui si pongono i quesiti in votazione può avere una chiara influenza sul risultato finale, da qui una particolare responsabilità per chi presiede.

Cominciamo però lunedì con la scelta del nuovo segretario del Consiglio, che diventa automaticamente Segretario generale aggiunto dell’Assemblea federale. Il Bureau degli Stati accoglie senza obiezioni la candidatura che gli sottopongo nella mia qualità di Presidente della Delegazione amministrativa del Parlamento, competente per la gestione del personale e le audizioni dei candidati. Si tratta della friborghese d’origini grigionesi Martina Buol, che avevo apprezzato ai miei inizi a Berna, quand’era segretaria della Commissione trasporti e telecomunicazioni, per poi passare a capo dello staff personale di Moritz Leuenberger. Avendo studiato diritto a Friborgo, riuscì già all’epoca a diventare segretaria dell’Associazione generale degli studenti , posto che qualche anno prima io non ero riuscito a conquistare perché i ciellini ticinesi sotto la guida di Jürg Frieden bocciarono la mia candidatura considerandomi troppo a destra. La vita ogni tanto ti riserva per fortuna anche qualche sorriso…

La settimana mi riserva poi diversi impegni complementari alla presidenza del Consiglio vera e propria: riunione di presidenza del Gruppo parlamentare media e comunicazione, riunione del Gruppo parlamentare Svizzeri all’estero (con un’interessante presentazione di Roger de Weck sulla nuova offerta di Swissinfo.org e sulla nuova offerta online per il pubblico italiano), colazione di lavoro con Doris Leuthard sul futuro finanziamento delle infrastrutture stradali…  Ma anche Assemblea generale dell’associazione nazionale Infrawatt che presiedo, discorso di apertura dell’Anno internazionale dell’acqua allo Stade de Suisse, indi incontro con il presidente di Pro Helvetia Mario Annoni in vista dell’inaugurazione del Padiglione svizzero alla Biennale di Venezia dove il Consigliere federale Alain Berset mi ha pregato di tenere il discorso ufficiale e infine, per cambiarmi le idee, semifinale di hockey Friborgo-Zurigo su  invito del Consiglio di Stato friborghese…

Chiaramente il momento più importante è però la visita del Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz,  che ricambia la nostra visita dello scorso ottobre a Strasburgo e che ricevo insieme alla collega presidente del Nazionale Maya Graf. Ampi sorrisi, pacche sulle spalle, diamoci del tu, sgomberiamo l’orizzonte dai reciproci pregiudizi, assicuriamoci vicendevole rispetto… Tutto bene, verrebbe da dire, considerando che se da un lato l’Unione europea vorrebbe semplificarsi la vita accogliendo al Svizzera quale membro, o almeno partecipante allo Spazio Economico Europeo, d’altro canto questo passo è oggettivamente impossibile da imporre al popolo svizzero, e quindi bisogna continuare ad operare per ottimizzare la via bilaterale cercando un compromesso fra le posizioni delle due parti.

Indubbiamente apprezzabile lo sforzo di Schulz, che ci propone con molta simpatia l’istituzione di un Gruppo parlamentare misto euro-svizzero per accompagnare e comprendere meglio i negoziati che il Consiglio federale e la Commissione europea vogliono portare a termine entro il 2014 (salvo poi insistere forse un po’ troppo sul “consiglio amichevole” alla Svizzera di non applicare la clausola di salvaguardia nella libera circolazione).

Resta chiaramente da chiedersi quanto sia reale la flessibilità dell’UE per trovare un reale compromesso nel negoziato in corso con la Svizzera: nulla è trapelato sin qui dai tre incontri tecnici fra i negoziatori Rossier e O’Sullivan, ma presto sapremo se ai sorrisi e alle dichiarazioni d’amicizia farà seguito una reale volontà di incontrarsi a metà strada. L’operazione non è iniziata nel miglior dei modi l’anno scorso con lo scambio epistolare fra la Confederazione e la Commissione Barroso: speriamo che il 2013 ci porti davvero un’aria nuova.