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Pur se la politica non si ferma mai, questa settimana è chiaramente dominata dall’attualità sportiva. Non solo per le tre partite alle quali vengo invitato – Basilea-Tottenham dal Consiglio di Stati basilese, SAM Massagno-Neuchâtel dal mio Municipio e Gottéron-Berna dai colleghi friborghesi – ma ovviamente per il grido d’allarme per l’HCAP che mi è venuto spontaneo lanciare subito nella puntata di “Fuorigioco” destinata al normale bilancio di fine stagione. Non erano ancora pronte le polizze da spedire per l’aumento di capitale, non era ancora convocata la conferenza stampa per spiegare la situazione in dettaglio e io stesso non ho fornito tali dettagli ma solo il disavanzo totale, e quindi le critiche sono fioccate!

È purtroppo la regola quando c’è di mezzo un politico che oltre al Parlamento cerca di dare un contributo anche nella società civile, in campo professionale o sportivo, culturale o associativo in genere. È del resto uno dei motivi per cui ci sono sempre meno professionisti e persone di rilievo disposte ad entrare in politica, e sempre meno politici affermati pronti a correre rischi come quello di prendere in mano ad esempio un club sportivo!

Mi chiedo però: cosa avrei dovuto fare? Presentarmi da Sciarini e compari dicendo che tutto va bene, che il bilancio sportivo è positivo e le prospettive future incoraggianti… e poi due settimane dopo annunciare il cataclisma? So bene che non convincerò i critici più acidi, ma a mio modo di vedere non potevo scegliere un timing diverso, anche se sarebbe stato meglio per me.

La settimana mi offre però altri momenti, come l’incontro con il simpatico ambasciatore di Ucraina, amico del Ticino, e con quello del Camerun, decano della dozzina di ambasciatori africani a Berna, che viene ad invitarmi a visitare Yaoundé in occasione dell’insediamento del primo Senato della storia del Camerun. Un passo importante per un’ulteriore stabilizzazione della democrazia in questo paese-cuscinetto fra grandi vicini quali la Nigeria, il Ciad e il Congo, un momento per il quale il presidente del “senato” svizzero sarebbe un oratore ideale per spiegare  lo scopo, il funzionamento ed i benefici di un sistema bicamerale come il nostro. Vedremo… Intanto saremo noi, i presidenti delle due Camere federali ad invitare gli ambasciatori africani a Palazzo per celebrare il 50.mo dell’Unione Africana (già OUA).

Nello stesso anno nasceva anche Doris Leuthard, e – salutato l’ambasciatore – mio avvio con piacere al festeggiamento di questo compleanno rotondo ala casa von Wattenwyl, occasione per un centinaio di amici, parenti e stretti collaboratori di stringersi attorno alla ministra più popolare del Paese. Auguri cara Doris – le scrivo nel mio messaggio – affinché tu possa continuare il tuo lavoro per il bene del Paese, con il sole su di te, con la luce del futuro negli occhi e… con il Ticino sempre nel cuore!

Giovedì e venerdì dedicati ai trasporti, con la riunione della Commissione degli Stati a Berna e quella del Comitato del Gottardo ad Altdorf. Se nella prima ci chiniamo principalmente sulle grosse sfide del futuro finanziamento della rete stradale nazionale, nella seconda l’occasione è propizia per ricordare ai 13 “Cantoni gottardisti” la loro responsabilità comune verso questo fondamentale asse Nord-Sud, tanto stradale quanto ferroviario.  NO dunque ad ogni risanamento della galleria stradale che non sia durevole e che provochi un’interruzioni dalle minacciose conseguenze economiche (ma per riguardo alla sensibilità urana il documento adottato rinuncia a pronunciarsi direttamente sulla costruzione del secondo tubo) e SÌ  invece al completamento di AlpTransit con una prima tappa immediata costituita dal corridoio a 4 metri da Chiasso a Basilea, poi con la richiesta di includere nella prossima tappa del progetto FIAF (ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria) le rampe d’accesso complete a Nord e a Sud.

Interessante in particolare la partecipazione a questo Comitato del Gottardo del sindaco di Lahr, città vicina a Freiburg e interessata ad accogliere sul suo territorio (dove a suo tempo si trovava una base aerea candese della NATO) il futuro terminale intermodale a Nord delle Alpi. A quando l’individuazione, magari ad opera del Ticino, di un comune della Lombardia interessato a fare altrettanto?