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Settimana quasi interamente dedicata alla Russia. Parto martedì con il nostro capo delle Relazioni internazionali – Claudio Fischer, unico Ticinese membro della direzione dei Servizi del Parlamento – alla volta di Mosca per la parte ufficiale, che prevede in primo luogo l’incontro con la mia omologa Valentina Matwienko,  presidente del Soviet della Federazione russa (il Senato in cui sono rappresentate le Regioni come da noi i Cantoni). Faranno seguito gli incontri con le Delegazioni d’amicizia Russia-Svizzera tanto al Senato quanto alla Duma, senza dimenticare il Consiglio economico per la cooperazione fra i due Paesi (un organismo della Camera di commercio) e un interessante incontro in Ambasciata con rappresentanti di aziende svizzere attive in Russia.

Gli incontri vanno ben oltre le formalità di circostanza, a riprova del momento estremamente favorevole fra i due Paesi. I Russi apprezzano il ruolo della Svizzera che assicura attualmente la rappresentanza dei loro interessi a Tbilisi e di quelli georgiani a Mosca, stante la rottura delle relazioni e la situazione conflittuale Russia-Georgia. In questa posizione privilegiata la Svizzera ha potuto sbloccare il veto georgiano all’accesso della Russia all’OMC (Organizzazione mondiale del commercio), mentre la Russia ha finalmente aperto le porte del G20 al nostro Paese, contro le resistenze dell’UE e degli USA.

L’anno prossimo ricorreranno i 200 anni delle Relazioni diplomatiche russo-svizzere, che verranno sottolineati da diverse visite istituzionali e manifestazioni culturali ed economiche. Proprio sul piano economico vi è infatti ancora parecchio potenziale di cooperazione non sfruttato, un deficit che ambo le parti desiderano colmare.

Il dato forse più significativo della mia visita è però costituito dal chiaro desiderio della parte russa di sviluppare anche le relazioni dirette fra le Regioni russe ed i Cantoni svizzeri: un’idea chiaramente federalista di cui i primi interpreti devono essere i Senati dei due Paesi. In tal senso decidiamo di firmare quanto prima un “Memorandum of understanding” che definisca un quadro per lo sviluppo di tali rapporti.

Il primo tema concreto di collaborazione me lo fornisce proprio il presidente del Gruppo parlamentare russo-svizzero al Senato, il collega Iuri Smirnov, interessato a venire con i tecnici della sua regione di Ivanovo a studiare e acquisire tecnologia svizzera per la gestione integrata dei rifiuti urbani, dalla raccolta separata al riciclaggio fino alla termovalorizzazione con recupero del massimo potenziale elettrico e termico. Un tipico caso di federalismo applicato: la Confederazione stabilisce le norme quadro, ma la messa in opera tocca ai Cantoni e ai Comuni.

La parte politica si conclude con la sempre impressionante “parata della vittoria” il 9 maggio sulla Piazza Rossa: incredibile quanto i russi sentano ancor oggi il mito della vittoria nella seconda guerra mondiale, costata loro 20 milioni di morti, e quanto rispetto portino ai veterani che per l’occasione tolgono dalla naftalina le loro gloriose divise tappezzate di medaglie..

Ma l’occasione consente anche di tastare con mano l’indubbia popolarità di cui gode sempre ancora l’unico uomo forte del Paese, Vladimir Vladimirovich Putin (al quale per finire non stringerò la mano, arrivandogli solo a una decina di metri, sempre meglio del 1987 quando mi dovetti fermare a quattrocento metri da Gorbaciov…). Lo ritroverò il giorno dopo a Sochi, nella maestosa Bolshoi Arena che ospiterà i giochi olimpici del prossimo febbraio e che stavolta ospita invece la finale del Festival dell’hockey popolare, cui partecipano, unici svizzeri fra 16 squadre estere e 128 russe, i gloriosi veterani dell’HCAP! Ma questa parte della visita è privata, e quindi non ne parliamo qui (ci penserà già Sciarini a Fuorigioco…).

Sur la place Rouge