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BERNA – Il Consiglio federale deve elaborare un progetto che consenta a tutti i negozi della Svizzera di rimanere aperti almeno fino alle 20:00. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, adottando una proposta del “senatore” Filippo Lombardi (PPD/TI) modificata dal Nazionale con cui vengono esclusi dall’armonizzazione i giorni festivi cantonali.

Nonostante l’opposizione della sinistra e degli ambienti sindacali che minacciano il referendum, le due Camere hanno già approvato la mozione Lombardi che chiede che i commerci al minuto possano aprire i battenti dalle 06.00 alle 20.00 dal lunedì al venerdì, e il sabato dalle 06.00 alle 19.00. I cantoni sarebbero liberi di adottare disposizioni più liberali.

Con tale proposta si vuole limitare il turismo degli acquisti, soprattutto nei cantoni di frontiera, un obiettivo condiviso anche dal ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann.

Per tener conto di eventuali opposizioni da parte dei cantoni, competenti in materia di orari, il Nazionale ha precisato che i giorni festivi cantonali sono esclusi dall’armonizzazione. Oggi gli Stati hanno accettato questa restrizione, come chiedeva la commissione preparatoria.

A questa mozione si aggiunge quella di Fabio Abate (PLR/TI) che mira ad allentare il divieto del lavoro domenicale nelle regioni turistiche. Il testo era stato depositato quindici giorni dopo la decisione del governo ticinese di non permettere più le aperture domenicali al Fox Town di Mendrisio.

In questo caso, le modifiche chieste da Abate saranno realizzate per via d’ordinanza, e non saranno dunque impugnabili con il referendum.

ATS