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Archiviata una Sessione estiva artificialmente movimentata dalla teatrale diatriba partitica sulla “Lex USA” – comunque un bell’esercizio di conduzione dei lavori, per il presidente di una Camera – torniamo alle più ordinarie occupazioni del parlamentare di milizia, che in una settimana deve far coesistere un paio di giorni di giorni di commissione, qualche momento di lavoro professionale, senza dimenticare le trasferte ed i comitati e consigli di cui ha il buon tempo di occuparsi. Fra questi, la settimana mi “regala” due mezze giornate per il solito HCAP e qualche ora per la Fondazione del Collegio Papio, che pure presiedo.

La settimana però inizia con l’arrivo in Ticino dell’ambasciatore russo, che verrà ricevuto lunedì dal Consiglio di Stato. Avendo propiziato questa visita ufficiale a seguito dei nostri colloqui a Berna, ho il piacere di intrattenermi informalmente con lui domenica sera, continuando il lavoro di costruzione di un rapporto fra i due paesi che non passi più unicamente dalle rispettive capitali, ma riesca a coinvolgere in modo bilaterale anche le realtà regionali, ovvero i nostri Cantoni e le loro provincie o regioni. Se son rose, fioriranno, ed il Ticino ha tutto interesse a guardare verso questi nuovi orizzonti.

Lunedì mattina partenza alle sei per Berna, dove ricevo a Palazzo l’incaricato d’affari del Marocco, inquieto degli atti parlamentari che tendono a imporre in Svizzera una denominazione d’origine diversa per i prodotti provenienti dal Sahara occidentale, che il Marocco ritiene suo territorio malgrado le resistenze locali. Un conflitto che dura da una quarantina d’anni, e un altro esempio di situazione incancrenita nella quale la Svizzera – che già rappresenta gli interessi del Marocco a Teheran – potrebbe forse giocare un ruolo di mediazione più attivo. Colgo comunque l’occasione per ribadire al diplomatico quanto il Ticino avesse apprezzato la collaborazione con le sue autorità in occasione del tragico e vile attentato terroristico che colpi tre nostri giovani a Marrakesch, e la sensibilità espressa nelle parole dell’allora ambasciatore che partecipò ai funerali in Ticino.

La giornata prosegue poi con la Commissione energia e ambiente degli Stati, in serata sono ospite in Vallese di un Club di notabili che cerco di rincuorare, tanto si sentono abbandonati da Berna sulle residenze secondarie e sulla pianificazione del territorio, al punto da far riecheggiare proclami e slogan sentiti spesso in Ticino: paghiamo a Berna più di quanto riceviamo, i balivi non ci capiscono e nemmeno ci ascoltano, bisogna chiedere l’indipendenza del Cantone da questa Confederazione matrigna… Ragionandoci un attimo si capisce che la strada è sbagliata, ma appunto, non sempre si riesce a ragionare!      

Martedì ancora Commissione, poi il rientro precipitoso in Ticino per due Consigli d’amministrazione seguito, mercoledì mattina, da quello di TeleTicino. Mercoledì pomeriggio volo invece a Francoforte, dove giovedì incontro il CEO della Deutsche Bahn Rüdiger Grube, grazie ad un amico comune.  Nostra priorità ferroviaria è ovviamente, a Nord come a Sud, il potenziamento degli accessi alla rete svizzera, affinché a partire dal 2020 tanto la Germania quanto l’Italia siano in grado alimentare e assorbire il traffico – specie pesante – che la nuova capacità di AlpTransit attirerà e genererà.

Se sul fronte Sud le cose vanno decisamente male e i ritardi si stanno facendo colossali (complice l’inossidabile AD di Reti ferroviarie Italiane Mario Moretti, ben poco sensibile verso questa tratta), Grube si prodiga invece in rassicurazioni per quanto riguarda la Germania, che sta recuperando il tempo perso e sarà in grado di potenziare parzialmente l’offerta fin dal 2020, aprendo poi entro il ’25 l’intera nuova tratta fra Karlsruhe e Basilea, compreso un grosso terminal intermodale a Lahr.    Buone nuove dunque, che trasmetterò volentieri alla nostra Commissione trasporti, sin qui inquieta su ambo i fronti. Significa che ora bisognerà raddoppiare i contatti con l’Italia!

Venerdì termino in bellezza a Zurigo, presiedendo il comitato di Schweizer Werbung/Pubblicità svizzera. Il sabato è offerto ancora una volta all’Ambrì, domenica all’alba parto in delegazione per Baku e Kiev…