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Finalmente una settimana un po’ più tranquilla (l’ultima!) per disfare almeno una volta le valigie, riordinare le idee, occuparsi dell’Ambrì, scivolare gradatamente nel Festival del Film e… prepararsi per la ripresa di settimana prossima (subito quattro giorni di commissioni, cominciando già il 12 agosto). Di vacanze non si parla, comunque, perché – come rispondo in qualche intervista – nell’anno presidenziale ritengo si debba dare il 200% al servizio della propria funzione.

Compresi i viaggi, che non sono mai di piacere, anche se qualcuno non lo crede ancora: un paio di giorni per paese, farciti di incontri ufficiali e discorsi discussioni con rappresentanti di aziende svizzere e discorsi alle nostre società patriottiche all’estero, rappresentano una maratona che uno può sentirsi o meno di fare (ogni presidente ha il suo stile) ma certo non una vacanza!  Per le vacanze ci sarà tempo a Natale…

Due parole comunque sulla presentazione dell’HCAP con cui domenica scorsa è iniziata la settimana. Oltre quattromila tifosi entusiasti e molta passione fra la gente per questo fenomeno sportivo unico nel suo genere, che sfida ogni anno le leggi del mercato per continuare malgrado tutto ad esistere. Nei quattro anni precedenti avevo ritenuto compito del presidente spronare e rimotivare un ambiente piuttosto depresso, al punto da farmi rimproverare da taluni il mio eccessivo entusiasmo pre-season. Quest’anno, al comprensibile entusiasmo che contagia molti di fronte ad una squadra che appare meglio impostata, mi sento piuttosto di moderare gli animi e chiamare alla riflessione. L’Ambrì – complice il mio anno di presidenza agli Stati che non mi ha permesso di dedicargli il tempo necessario – ha attraversato una nuova fase difficile della sua storia, e questa fase non è conclusa. Tanto meno se si considera l’incognita della nuova pista, indispensabile per sfuggire alle ghigliottina della Lega nazionale fra cinque anni.

Non tutti capiscono il mio discorso, ma io posso solo ribadire che, mentre negli altri campi di cui mi occupo, ovvero le mie aziende e la vita politica, ho l’impressione di poter influenzare le cose e vedo i frutti del lavoro fatto, in questo campo sportivo ho invece la percezione scoraggiante di non riuscire a muovere le cose, per cui gli anni si consumano a tamponare le falle. Solo se ci sarà la decisa volontà di tutti – pubblico e collaboratori, staff sportivo e squadra, autorità locali e cantonali – di fare un salto qualitativo rapido, si potrà sperare di farcela, sia sul piano delle finanze, che dei risultati, che della nuova pista. Da questo scatto mentale dipende in fondo la mia disponibilità a continuare a portare il sacco, insieme agli altri.

Lunedi e martedì si cambia però completamente scenario, con l’annuale escursione del gruppo dei senatori ed ex-senatori PPD dei cantoni di montagna. Una bella “lobby” che ha scritto qualche pagina importante a favore di questi cantoni nella storia della Svizzera moderna, dai canoni d’acqua alla politica regionale e turistica, alle infrastrutture di comunicazione e telecomunicazione senza discriminazioni, alla difesa del servizio pubblico su tutto il territorio, alla perequazione finanziaria e via dicendo.

Ci troviamo ad Appenzello interno, per una bella camminata nella zona del Säntis e molte utili e interessanti discussioni informali. A cena mi tocca portare un saluto come “autorità in carica” e costato con piacere che abbiamo riunito non meno di sette ex-presidenti degli Stati, uno in funzione, uno designato (il collega appenzellese Ivo Bischofberger, che sarà in carica fra quattro anni) e probabilmente un paio d’altri potenziali… È un bel club, e anche di queste cose è fatto quel “lobbying federalista” di cui il Ticino ha sempre bisogno.

Un paio di giorni in ufficio e al Festival di Locarno, e siamo già a venerdì, con il mio ultimo Consiglio d’Amministrazione della Società Elettrica Sopracenerina, chiamato a convocare l’Assemblea straordinaria che sostituirà i membri di Consiglio rappresentanti l’Alpiq, la quale ha ceduto il proprio pacchetto di maggioranza all’AET, in attesa di ulteriore cessione ai Comuni della regione. Spiace ovviamente lasciare la società nel mezzo di questa svolta storica, ma gli uscenti hanno la convinzione di aver accompagnato nel miglior dei modi – pur fra molte tipiche diffidenze ticinesi – una transizione che beneficerà ai sopracenerini e al Ticino tutto, sempre che continui una gestione oculata e lungimirante dell’azienda.
Breve passaggio al Festival, in particolare per l’incontro con il Consigliere federale Alain Berset – che a Locarno dedica diversi giorni da quando è il nostro “ministro della cultura” – e poi eccoci alla fine di questa brevissima estate.

Domani (oggi per chi legge) si riparte alle 6 di mattina per la Commissione trasporti, che si chinerà sull’imminente messaggio per il “corridoio ferroviario a 4 metri fra Chiasso e Basilea” ma anche sul futuro Fondo per il finanziamento delle infrastrutture stradali e sui programmi d’agglomerato nei quali è stata “retrocessa” in modo decisamente contestabile la priorità del finanziamento per la circonvallazione del Malcantone. La battaglia riprende subito…