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Lo dicevo io che l’estate era finita… Si riparte infatti a pieno ritmo con una settimana d’inferno: Lugano-Delémont-Lugano-Locarno-S. Gottardo-Berna-Ginevra-Davos-Lugano… In sei giorni, tre giorni di commissione e due di Congresso degli Svizzeri all’estero! Lunedi partenza all’alba per raggiungere la Commissione Trasporti e Telecomunicazioni a Delémont, nel cantone del suo presidente Claude Hêche.

Questa riunione “fuori le mura” ci dà modo di visitare i lavori ormi in dirittura d’arrivo della nuova A16 (autostrada “Transjurane”) e la tratta ferroviaria di alcuni km che verrà riattivata su territorio francese – con finanziamento svizzero – per collegare l’esistente Bienne-Delémont-Porrentruy-Delle alla nuovissima stazione del TGV di Belfort-Montbéliard. Un riuscito gioiellino architettonico assolutamente sperduto nel verde della campagna, da cui si già oggi si raggiunge Parigi in 2 ore e 20 minuti: il mondo si fa più piccolo, ed anche un cantone storicamente periferico come il Giura è ormai alle porte della Ville Lumière!

Nella parte ordinaria della seduta abbiamo poi modo di entrare in materia (con una sola astensione) sul messaggio del Consiglio federale per un corridoio ferroviario di 4 metri d’altezza da Chiasso a Basilea per 710 milioni, cui si aggiungeranno 230 milioni per interventi sulla linea in territorio italiano. La Commissione condivide l’idea del Governo, secondo cui per usare appieno la capacità di AlpTransit, costata 25 miliardi, non possiamo risparmiare sulle tratte d’accesso, altrimenti ci ritroveremmo “con una scarpa e una ciabatta”, non riuscendo a trasferire sul treno quella parte sempre più importante della logistica europea che usa i semi-rimorchi di 4 metri. E non riuscendo del resto a far viaggiare da Zurigo a Milano i treni passeggeri a due piani nemmeno quando il volume di traffico lo rendesse necessario. Non ci resta che sperare che il Consiglio degli Stati e poi il Nazionale seguano questa buona disposizione…

Breve rientro in Ticino, con visione a Locarno del film “L’expérience Blocher”, di cui si era parlato con toni allarmistici alla viglia, e che invece si rivela non solo un buon documentario giornalistico, ma anche un momento di equilibrata riflessione civica e politica. Né elogiativo né distruttivo, il film ripercorre un momento di storia svizzera segnata da quest’uomo e dalle sue idee, che rimangono ben presenti sulla scena politica al di là del suo personale declino, e con le quali tutti siamo e saremo chiamati a confrontarci. Certo, chi preferisce demonizzare l’uomo per combatterne le idee (io preferisco sempre discutere le idee) non avrà apprezzato l’inevitabile umanizzazione del personaggio che ne risulta. Ma non si può farne una colpa né all’autore, né alla Commissione artistica che ha scelto il film per la Piazza.

Mercoledì si cambia scenario, salendo sul S. Gottardo per festeggiare il Premio per l’agricoltura innovativa di montagna assegnato allo yogurtificio di Ari e Livio Lombardi, bell’esempio pratico di difesa e creazione di posti di lavoro in valle, con passione e coraggio e senza tanti discorsi teorici sulle regioni di montagna…  Un po’ quel che cerchiamo di fare ad Ambri, con un impegno che è solo in parte sportivo, ma principalmente di politica regionale applicata a favore di una valle che ci è cara e che non vogliamo veder andare a rotoli.

“Tour de force” giovedì: levataccia e partenza alle 6 dall’Ospizio del S. Gottardo, per raggiungere Ginevra dove la Commissione delle istituzioni politiche si china – nel cantone del presidente Robert Cramer – sulla nuova modifica della legge sugli stranieri, questa volta destinata a promuoverne l’integrazione in Svizzera. Terminati i lavori, nella storica “sala dell’Alabama” dove si firmò il trattato anglo-americano per le riparazioni dopo la Guerra di secessione e dove fu fondata la Croce Rossa e firmata la prima Convenzione di Ginevra, si passa alla cena sul battello col consiglio di Stat ginevrino.

Alle 22 tutti sbarcano e a me tocca incamminarmi – con tanto di autista, per fortuna – verso Davos, dove arrivo alle 3 di venerdì mattina, per poter partecipare alle 9 al Consiglio degli Svizzeri all’estero, che mi elegge nel suo Comitato, dopo la mia brillante (…) relazione sulla nuova Legge sugli Svizzeri all’estero, prevista agli Stati per la prossima Sessione invernale.

Al Consiglio segue sabato il Congresso, con tanto di Consigliera federale Widmer-Schlumpf, menter a me tocca moderare un “workshop” su economia e globalizzazione per poi riferirne in plenum. Rientro in Ticino dopo la cena ufficiale, dunque abbondantemente oltre la mezzanotte. Domenica infatti mi attende una dura “clausura” del CdA HCAP… Come dicevamo, l’estate è finita e il ghiaccio si avvicina!