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Settimana con diversi momenti forti, in diversi ambiti. Se il lunedì è destinato alle ordinarie riunioni di lavoro in Ticino, il martedì prevede la trasferta impegnativa ed importante a Berna con il collega Fabio Regazzi per il lancio del Comitato nazionale per il Tunnel di risanamento al S. Gottardo. Ben seguita dai media nazionali, la conferenza stampa ci permette di sottolineare alcuni punti importanti:

  1. Non siamo di fronte alla ripetizione del voto del sul controprogetto “Avanti” nel 2004: a quell’epoca si voleva allentare l’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi per aumentare la capacità a quattro corsie, oggi si vuole unicamente costruire un “tunnel di risanamento” per risanare quello vecchio senza isolare per tre anni il Ticino, e poi usarli con una sola corsia per tubo nel pieno rispetto della Costituzione;
  2. Nessuno avrebbe riaperto questa discussione se il Consiglio federale non si fosse improvvisamente – e tardivamente – accorto che questo risanamento è urgente e sarà molto più impegnativo di quanto avesse risposto al Parlamento nel 2003 l’allora ministro Leuenberger, che parlava di “alcuni mesi di chiusura non prima di trent’anni”
  3. Questo risanamento con secondo tubo permetterà di aumentare notevolmente la sicurezza del traffico e la disponibilità permanente del collegamento (anche in caso di manutenzione o incidenti) rispetto alla deprecabile situazione attuale;
  4. Il problema non è solo ticinese, ma riguarda l’economia ed i cittadini di tutta la Svizzera, chiamata ad una prova importante di coesione nazionale.

Su queste premesse risulta chiaro che la miglior soluzione è quella che sarà presentata nelle prossime settimane dal Governo, e che per una volta corrisponde esattamente alle richieste del Ticino: secondo tubo senza aumento di capacità!

Martedì sera, rientro in Ticino per la tradizionale festa del Presidente della Deputazione ticinese: Lorenzo Quadri viene con tutti noi accolto principescamente dalla città di Lugano. Mercoledì invece ritrovo tutti i colleghi ed il Consiglio di Stato per la consueta riunione trimestrale congiunta, destinata a concordare le posizioni ticinesi in vista dell’imminente Sessione autunnale delle Camere federali.

Giovedì, Commissione trasporti a Berna: va di scena il messaggio governativo per il Corridoio ferroviario a 4 metri da Chiasso a Basilea, fortemente voluto anche dal Ticino affinché il trasferimento delle merci su rotaia dopo la messa in funzione di Alptransit possa veramente aver luogo, siccome oggi ormai la maggior parte del traffico europeo si fa oggi su semi-rimorchi alti 4 metri e non previsti vent’anni fa al momento elle decisioni sulla NFTA. Le gallerie dio base del S. Gottardo e del Ceneri non hanno problema ad accogliere questo traffico, mentre le rampe di accesso a sud di Vezia e nel nord Italia sono troppo basse. Una prova ulteriore – se ve ne fosse bisogno – che la miglior pianificazione statale deve assolutamente seguire ed adeguarsi all’evoluzione del mercato, altrimenti pianifica a vuoto! In Commissione riesco peraltro a stoppare (per 12 voti ad 1) la sciagurata ipotesi di rialzare a 4 metri anche la vecchia linea del Ceneri fino alla piana del Vedeggio, dove qualche incauto funzionario federale avrebbe immaginato di costruire un terminale intermodale qualora i negoziati con l’Italia non andassero a buon fine!

Giovedì sera teniamo poi l’incontro trimestrale di coordinamento fra i presidenti e vicepresidenti delle due Camere ed il presidente della Confederazione, il ministro degli esteri e la Cancelliera federale. Molti i temi internazionali, in particolare sui nostri rapporti con l’Europa, gli Stati Uniti ed il G20, ed un interessante debriefing comune dei viaggi all’estero compiuti da ciascuno come pure delle delegazioni estere ricevute in Svizzera.

Venerdì mattina presiedo la Delegazione amministrativa delle Camere federali. Segue pranzo di lavoro del Bureau degli Stati con la Presidenza della Conferenza dei Governi Cantonali (che fu presieduta a suo tempo da Luigi Pedrazzini, mentre oggi vi siede per il Ticino Norman Gobbi). Venerdì sera, trasferta in cima al San Gottardo per festeggiare gli 85 anni della ditta Woetz, e sabato mattina ritorno in territorio bernese – più esattamente a Burgdorf – per la festa federale della lotta svizzera. Non conoscevo questo sport, e la funzione politica mi ha portato a seguire per la prima volta l’avvenimento, che si tiene solo ogni tre anni. Anche se mi costa uno dei pochi sabati che pensavo di avere liberi, non lo rimpiango: un’arena di 52 mila spettatori (ed un pubblico complessivo che raggiunge i 100 mila) è già di per se un’esperienza unica. E la lotta svizzera, ignota alla gran parte dei Ticinesi, rappresenta una di quelle tradizioni che hanno certamente forgiato la Svizzera nella storia.

Giornale del popolo – settimana 40