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Penultima settimana della mia ultima Sessione da Presidente… Ma non c’è tempo per la nostalgia, l’agenda è piena come un uovo da lunedì a domenica! Partenza per Berna lunedì all’alba (con uno stop a Zurigo per un intervento a favore di un’azienda svizzera in difficoltà), riunioni del Gruppo PPD e del Bureau degli Stati in primo pomeriggio, indi presidenza del Plenum degli Stati con un animato ma interminabile dibattito sulla revisione della Legge sulla cittadinanza, dibattito che purtroppo non riusciamo a concludere entro tempi ragionevoli, per cui alle otto di sera interrompo comunque i lavori.

Martedì riprendo alle sette con una riunione da me convocata con i Gruppi parlamentari Svizzera-Armenia e Svizzera-Azerbaigian, chiamati secondo me nell’anno di presidenza svizzera dell’OSCE a giocare un ruolo di pacificazione costruttiva e non di agitazione a motivo del conflitto latente fra i due paesi per l’occupazione del Nagorno Karabach e dei sette distretti contigui perdurante dal 1991.

La seduta di Consiglio fila via più liscia della viglia, tant’è che posso raggiungere senza intoppi il pranzo degli ex-membri delle Camere federali, una bella tradizione che riunisce ogni anno a Berna oltre un centinaio dei circa quattrocento ex-parlamentari viventi.   È un’occasione preziosa per loro, ma anche per i presidenti, vicepresidenti ed ex presidenti delle Camere, che traggono profitto dalla saggezza e dalla memoria storica degli ex colleghi. E quanto sia importante la memoria in una società smemorata e distratta come la nostra non v’è bisogno di dimostrarlo!

Martedì pomeriggio consuete riunioni dei Gruppi, mentre la sera ho il piacere di ospitare a cena il presidente del Senato romeno, in vista ufficiale in Svizzera. L’indomani lo riceverò a Palazzo, indi lo faranno la Presidente del Nazionale ed il ministro degli Esteri Didier Burkhalter. La Romania è uno di quei paesi un po’ marginali nell’Unione europea, con i quali dobbiamo essere capaci di intessere buone relazioni per controbilanciare la pressione che ci fanno i nostri vicini diretti, un tempo nostri alleati naturali ed ora sempre più freddi per i noti motivi. Peraltro va apprezzato il grosso sforzo di democratizzazione e modernizzazione in corso nel paese, malgrado le pesanti ipoteche del passato e l’irrequieta immaturità delle forze politiche che si affrontano senza esclusione di colpi. Ora però la nuova alleanza di governo (un centrosinistra-centrodestra che ricorda un po’ l’Italia) sembra aver stabilizzato la situazione, preparando le necessarie riforme per il paese, che sul piano economico è comunque promettente.

Mercoledì pomeriggio porto a spasso il Consiglio per l’annuale escursione di fine presidenza. Anche questa è una bella tradizione, che contribuisce a fare del nostro Senato “la più bella Camera parlamentare al mondo”, con uno spirito di amicizia e comprensione vicendevole che oltrepassa ogni barriera linguistica, culturale o partitica.  Di regola questa “escursione tematica” ha luogo nel Cantone del presidente, ma mi guardo bene dal portare i colleghi in Ticino. Per andare e tornare in una decina di ore ci vorrebbe infatti l’aereo, e non ho nessuna voglia di rivivere l’avvilente polemica sul volo di rientro al termine del festeggiamento per la mia nomina lo scorso novembre…

Scelgo così il mio “secondo Cantone”, ovvero Friborgo, terra della miei avi di parte materna. Iniziamo con il gigantesco plastico ferroviario chiamato “Chemin de fer du Kaeserberg”, una fantastica ricostruzione interamente privata del meglio delle ferrovie in Svizzera. Proseguiamo con una visita all’Abbazia di Hauterive, dove tutti rimangono impressionati dal luogo, dalla spiritualità dei frati cistercensi e dal breve concerto d’organo. Proseguiamo con un salto di qualche secolo, per la UCB-Farchim a Bulle, modernissima multinazionale di biomedicina molecolare che ha scelto come sede di produzione quest’angolo di Svizzera ancora totalmente rurale un trentennio fa e diventata ora un polo industriale e imprenditoriale di avanguardia grazie alla costruzione dell’autostrada A12 che l’ha avvicinata al mondo. Terminiamo con cena nel vigneto delle Faverges, un tempo appartenente ai monaci di Hauterive ed ora proprietà dello Stato di Friborgo in terra vodese, sulle rive del Lemano.  Ci ospita il Consiglio di Stato friborghese quasi in corpore,  in presenza di due ex-senatori nel frattempo promossi, Alain Berset e Simonetta Sommaruga!

Il pieno successo della giornata mi permette di gestire senza problemi le cinque ore di seduta del giovedì mattina, mentre il pomeriggio è dedicato a diverse riunioni (fra cui un’Assemblea straordinaria della Lega nazionale di hockey). A notte fonda rientro in Ticino, dove venerdì mattina sono chiamato a portare il saluto all’Assemblea dell’Associazione svizzera acqua e gas, presieduta per questo quadriennio dal ticinese Mauro Suà.

Sabato mi attende infine una lunga trasferta fino a Ginevra, per l’apertura del Festiva del cinema russo (in premio mi vedo il bellissimo “Leggenda N. 17”, biografia romanzata del grande discatore russo Valeri Kharlamov ad opera di Nikita Mikhalkov, con cui ho il piacere di scambiare in italiano qualche simpatica battuta. Domenica rientro a Lugano, due riunioni ed un comitato, più qualche minuto per preparare la terza ed ultima settimana di Sessione…

Settimana 43
Giornale del Popolo, 23.9.2013