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Chiaramente soddisfatto per i risultati della votazione federale di domenica, riparto lunedì di buon mattino per l’ultima settimana della Sessione – e della mia presidenza in aula!  Si comincia presto con la riunione della presidenza del Gruppo PPD, chiamata a scegliere il nuovo segretario generale del Gruppo, nella persona del Vallesano Florian Robyr, da qualche anno nostro collaboratore per i temi dei trasporti e dell’energia. Discreto ed equilibrato, ma al tempo stesso competente ed efficace, il ragazzo succede alla dinamica ed apprezzata Alexandra Perina: a due anni dalle elezioni federali si va così completando il team che sarà chiamato ad affrontare la battaglia del 2015!

Segue la riunione del Bureau degli Stati, che approva la nuova regola per i viaggi dei parlamentari, secondo cui d’ora in poi sotto le quattro ore di viaggio (prima erano tre) verrà prenotata la classe economica e non più la business. Dopo che la norma è stata modificata per i funzionari federali, mi pare coretto applicarla anche ai parlamentari, quantunque il risparmio – come dimostrano le cifre del Servizio viaggi della Confederazione – risulti alla fine minimo. Ma così vogliono i tempi… e del resto negli ultimi anni in Europa la differenza fra le due classi tende a scomparire sulla maggior parte dei voli europei.

I temi di questa Sessione sono senz’altro meno controversi agli Stati che al Nazionale, per cui posso dedicare parecchio tempo agli impegni collaterali. Che non sono sempre leggeri: infatti ogni mattina mi sono organizzato un impegno alle sette, prima di andare in aula a presiedere il Consiglio. Questa è forse una delle cose che la gente a casa non percepisce: il lavoro del Parlamentare – e più ancora del Presidente – non si limita certo alle ore di seduta in aula. Dal mattino alle sette fino a mezzanotte è tutto un susseguirsi di incontri, riunioni, commissioni, gruppi, ospiti, rappresentanze… Se poi, come in quest’anno è stata la regola per me, ci si riempie il programma anche da venerdì a domenica, le tre settimane di Sessione diventano come un corso di ripetizione da ufficiale granatiere trent’anni or sono!

Lunedì sera mi concedo però per una volta un bel momento, accogliendo con i colleghi Regazzi e Romano alcuni amici ticinesi venuti a vedere la fine della mia presidenza, operazione ripetuta mercoledì con famiglia ed altri amici. Per contro, martedì sera rientro nell’ufficialità, ospitando alla cena ufficiale il Presidente del Parlamento Greco, Evangelos Meimaràkis, con il quale riscopriamo di essere stati insieme a metà del anni ’80 in alcuni eventi dei Giovani DC europei, di cui io ero segretario generale mentre lui presiedeva il nostro movimento giovanile in Grecia. Si allunga così la lista di coloro che ho ritrovato quest’anno, a trent’anni da quell’esperienza giovanile che tanto ha segnato la mia vita.

Anche queste relazioni sono preziose per la Svizzera, in cerca di alleati in un momento in cui tutti sembrano voltarle le spalle. La Grecia assumerà nel primo semestre 2014 la Presidenza dell’Unione Europea, e chiaramente non perdo l’occasione per chiedere all’illustre ospite di darci una mano nella ricerca di una soluzione equilibrata e rispettosa della Svizzera alla nota “questione istituzionale” che va risolta per poter proseguire sulla via bilaterale da noi liberamente scelta.

Mentre scivola la settimana parlamentare, il mercoledì pomeriggio lo dedico a presiedere la sottocommissione delle Istituzioni politiche, chiamata a preparare la versione finale della nuova Legge sugli Svizzeri all’estero, frutto della mia Iniziativa parlamentare di due anni or sono, alla luce dei risultati (ampiamente favorevoli) della consultazione svolta nei mesi scorsi. Il disegno è ora pronto per l’ultimo verifica in Commissione, poi si procederà nel Plenum degli Stati e infine al Nazionale, con entrata in vigore nel 2015. Se tutto va bene, in soli quattro anni dall’iniziativa potremo mettere in vigore un’intera nuova legge: un piccolo record pensando ai tempi biblici della politica svizzera…

Il mercoledì sera, simpatica iniziativa dei giornalisti del Telegiornale RSI, che invitano ad una cena informale tutta la Deputazione ticinese: occasione apprezzata per uno scambio di opinioni al di fuori dai canoni obbligati delle interviste e dei dibattiti.  Giovedì a pranzo sono invece ospite d’onore della LITRA (il servizio d’informazione dei trasporti pubblici) mentre la sera la dedico alle celebrazioni per i 64 anni della Repubblica popolare cinese, con un ricevimento colossale all’ambasciata cinese. La Cina popolare non dimentica che la Svizzera fu tra i primi paesi a riconoscerla nel 1950, e la recentissima firma degli accordi di libero scambio e di doppia imposizione stanno a dimostrarlo. Anche qui, pur ricordando l’importanza del rispetto dei diritti umani (che però deve valere per tutti, nel rispetto delle tappe progressive che ciascun paese intraprende in piena autonomia) facciamo bene a valorizzare un rapporto di amicizia e collaborazione che si rivela sempre più importante per la Svizzera.

Termino venerdì con le votazioni finali, la presidenza del partito svizzero ed il “briefing” degli esperti del Dipartimento affari esteri sul mio futuro viaggio presidenziale in Oman ed Emirati Arabi, altri paesi nei quali stiamo giocando carte importanti per il nostro futuro. Per distendermi, sulla via del rientro mi fermo ad Andermatt a cucinare un “risotto Ceresio al tartufo” di mia creazione per una sessantina di ospiti di Andermatt Swiss Alps. Le lodi non mancano, ne deduco di avere un futuro come cuoco quando lascerò la presidenza degli Stati!

Giornale del popolo, 30.9.2013

settimana 44