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Settimana ad alta tensione internazionale… in Svizzera!

Settimana particolarmente intensa, non solo per l’en plein dell’HCAP che conquista sul ghiaccio 12 punti in otto giorni, un piccolo record che non si vedeva da anni e che consola un pochino il presidente della società da molte amarezze e… dai grattacapi che ancora gli stanno davanti!

Per il Presidente degli Stati la settimana è invece carica sul piano politico, con tre giorni a Ginevra, da lunedì a mercoledì, per l’Assemblea ordinaria dell’Unione Interparlamentare mondiale, UIP.  Al di là dei dibattiti plenari e nelle varie commissioni, questo grande raduno, due volte all’anno, dei rappresentanti dei Parlamenti di 165 paesi, rappresenta l’occasione ideale per incontri bilaterali fra leaders di diverse nazioni. Particolarmente richiesti quest’anno, da numerose delegazioni estere guidate dai presidenti delle rispettive Camere, l’incontro con i Presidenti dei due Consigli svizzeri.

Nella consueta e pragmatica ripartizione dei compiti con la collega Maya Graf, tocca però a lei inaugurare l’OLMA a San Gallo, e a me dedicarmi agli ospiti stranieri. Con lei mi incontro comunque martedì sera a Berna, per celebrare insieme i 20 anni della CDC, la Conferenza dei Governi cantonali, importante struttura di lobbying federalista venuto ad affiancare il Consiglio degli Stati dopo il rifiuto popolare dell’adesione allo Spazio economico europeo nel 1992. Più che la mancata adesione, ciò che aveva allarmato i Cantoni all’epoca – come ho sottolineato nel mio discorso di martedì – era stata l’adozione a spron battuto in Parlamento del “pacchetto Eurolex”, che aveva modificato in un batter d’occhio una serie impressionante di leggi per renderle “eurocompatibili”, tagliando fuori i Cantoni dai tradizionali meccanismi di consultazione e associazione alle decisioni federali. Nel 1993 nacque dunque la Conferenza dei Cantoni, che conobbe il suo momento di gloria dieci anni dopo, vincendo il primo “referendum dei Cantoni” della storia, contro il pacchetto fiscale. Altro momento di gloria cinque anni or sono, con l’inaugurazione della Casa dei Cantoni a Berna, una struttura molto efficace dove trovano posto circa 160 collaboratori della Conferenza dei Cantoni e delle singole Conferenze dei Direttori cantonali, suddivise per tema.

Ma torniamo a Ginevra, dove fra lunedì e mercoledì incontro i presidenti o le delegazioni dei Senati e delle Assemblee nazionali di ben dieci paesi: Russia, Kazakhstan, Marocco, Pakistan, Iran, Bhutan, Bielorussia, Oman, Kenia e Sudafrica. Una molteplicità di incontri – alcuni molto interessanti – che i mei predecessori non avevano tenuto, ma che dimostra bene l’accelerazione della “diplomazia parlamentare” e la crescita dell’interesse per la Svizzera in numerosi paesi.

Interessanti per me gli incontri con i presidenti di Marocco e Oman, paesi che visiterò nelle prossime settimane, mentre ignoro ancora se potrò dar seguito gli inviti in Iran e Kazakhstan, e dovrò di certo passare al mio successore quelli di rutti gli altri paesi… Politicamente significativa la firma del Memorandum of Understanding che getta le basi per una futura collaborazione sistematica fra il Consiglio degli Stati ed il Senato della Federazione russa. Il principio fu convenuto lo scorso 8 maggio quando incontrai a Mosca la presidente del Senato Valentina Matvijenko, mentre ora la firma avviene – con una piccola cerimonia ed una cena di grande amicizia – con il vicepresidente Yuri Vorobiev. Come già ho avuto modo di sottolineare a più riprese in questa rubrica, l’amicizia con la Russia è importante per la Svizzera, e viene contraccambiata molto di più che da altri paesi con i quali al momento le relazioni sono perlomeno “nervose”.

Altro incontro di spessore, quello con il presidente del Parlamento iraniano, Ali Ardeshir Larijani, uomo di peso nella gerarchia del paese, garante di stabilità e di una moderata apertura che ben si sposa con la linea del neoeletto presidente della nazione Hassan Rouhani. L’Iran di questi tempi – sventata la minaccia di un intervento militar americano in Siria – è molto impegnato a spiegare a tutti la valenza della propria svolta politica e a cercare alleati e mediatori per far scendere la tensione nella regione. Un ruolo in questi processi di pace può giocarlo proprio la Svizzera, che ha ospitato a Ginevra i negoziati russo-americani sulla Siria e vi ospiterà nelle prossime settimane il gruppo dei 3+3 che negozia con l’Iran. Ancora una volta il nostro Paese – che rappresenta in questo momento gli interessi americani a Teheran con il titolo di ”protecting power” – si rivela apprezzato mediatore in diverse delicate trattative, di cui di regola l’opinione pubblica nemmeno viene a conoscenza. A queste contribuisce anche la diplomazia parlamentare, come mi confermano le diverse richieste che mi pervengono dal nostro Dipartimento degli affari esteri.

A completare questa settimana molto internazionale (ma su territorio nazionale) ho il piacere di ricevere a Palazzo la Ministra degli affari sociali ucraina e l’ambasciatrice di Colombia, ma soprattutto il nuovo ambasciatore d’Italia Cosimo Risi, con il quale facciamo un ampio giro d’orizzonte sui problemi aperti e forse in via di soluzione fra i due paesi. Infine a Zurigo giovedì sera offro la cena d’addio al Presidente dell’Assemblea nazionale del Myanmar, Thura Shwe Mann, c on un’importante delegazione che ha trascorso la settimana in Svizzera, fra l’UPI a Ginevra e alcuni incontri a Berna. Lo avevo incontrato lo scorso maggio in Myanmar, e questo è forse il paese che sta riformando e democratizzando di più in questo momento, ed è molto interessato al modello bicamerale e federalista della Svizzera. Lo dimostra l’importante delegazione di una quarantina di politici e alti funzionari che ho accolto un mese fa a Berna, nell’ambito di un seminario di tre settimane sulle istituzioni svizzere.

Termino comunque la settimana su di una nota molto svizzera, con la clausura della Presidenza del PDC svizzero venerdì e sabato a Binn, nell’alto Vallese, dove per l’occasione nevicano venti centimetri. Insomma: internazionali sì, ma sempre coi piedi ben piantati a casa!

Settimana 46

Giornale del Popolo, 14.10.2013