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Dopo il giro d’America latina… il giro della Svizzera! Lunedì all’alba, praticamente senza disfare le valigie, si riparte infatti per Berna, per la Commissione delle Istituzioni politiche. Tocca a me presentare ai colleghi le proposte finali – dopo la consultazione dei Cantoni, partiti e organizzazioni – elaborate dalla sottocommissione che ho guidato in tutta la stesura della nuova Legge sugli Svizzeri all’estero. Vi sono ancora alcuni nodi controversi (obbligo o meno di registrazione dei connazionali all’estero, introduzione del voto elettronico, elezione e organizzazione del Consiglio degli Svizzeri all’estero) e su di un paio dovremo dirimere nel Plenum degli Stati a dicembre, ma nell’insieme ormai l’opera è quasi a tetto, e la Commissione può terminare i suoi lavori. Meni di due anni dopo la mia iniziativa parlamentare, è un bel successo.

La sera presiedo il Comitato dell’associazione svizzera Infrawatt, e martedì mattina mi incontro con Dipartimento affari esteri per il consueto briefing in vista del mio prossimo viaggio nei paesi del Golfo. Martedì pomeriggio è invece un momento di tristezza, in cui mi tocca pronunciare a Glarona l’allocuzione funebre per il collega Pankratz Freitag, improvvisamente deceduto tre settimane or sono a soli sessant’anni. Pankratz era veramente un uomo vero, un amico sincero, un collega squisito. Ci lascerà un grande vuoto, ed il sentimento di sconforto che ci assale è pari a quello che colpisce, allo stesso momento, il Ticino intero per la perdita di Michele Barra, ai cui famigliari rivolgo un pensiero commosso.

Martedì sera proseguo il “tour de Suisse” con un incontro di lavoro a Zurigo (si parla fra l’altro di possibili modelli per la parte di finanziamento privato della nuova Valascia) e ritorno a Berna a notte fonda. Mercoledì mattina, un paio di incontri di lavoro in ufficio a Palazzo, poi ricevo a pranzo il nuovo Presidente del Senato del Kazakistan, Kasymzhomart Tokaev, che avevo già ricevuto lo scorso dicembre in veste di Segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite, direttore della sede di Ginevra. Il suo improvviso richiamo a rioccupare la seconda carica dello Stato ad Astana (funzione che già ebbe in passato, alternandola a quella di ministro degli esteri) a soli due anni dal suo arrivo a Ginevra, lascerebbe intravvedere una fase di consolidamento dei vertici nazionali.

Al di là delle sue ricchezze naturali, il Kazakistan è anche un attore importante per la stabilità di tutta la regione centroasiatica, partner dunque interessante nel 2014 per la Svizzera nel suo anno di presidenza dell’OSCE, ruolo che i kazaki ebbero nel 2010. Ci troviamo subito d’accordo sulla necessità di iniziative di pace specifiche – coinvolgenti i primattori russi, sempre determinanti – per sbloccare almeno l’uno o l’altro dei conflitti regionali ormai incancreniti soprattutto nella regione del Caucaso. Potremmo parlarne più in dettaglio – mi chiede il collega – ad Astana entro fine anno? Detto fatto, sfogliamo le agende e troviamo miracolosamente due giorni ancora liberi a metà novembre.

Altro scenario mercoledì sera, dove mi sposto a… Disentis, per una conferenza ai popolari democratici della Surselva sulla politica regionale e le prospettive della regione del S. Gottardo. A parte le distanze percorse, la serata è molto animata e piacevole, e il rientro in Ticino… abbondantemente oltre la mezzanotte!

Giovedì dovrei andare a La-Chaux-de-Fonds per la Commissione energia, ambiente e territorio degli Stati, ma per una volta la “bigio”. Peccato, perché le riunioni “extra muros”, di volta in volta nei Cantoni dei rispettivi Presidenti di Commissione, sono sempre molto interessanti e permettono di scoprire aspetti della Svizzera spesso sconosciuti. Ma questa volta mi serve proprio un giorno in Ticino per riordinare le carte, le idee, le riunioni e… le valigie!

Venerdì, grande momento con l’inaugurazione del Tribunale Penale Federale a Bellinzona. Nella mia allocuzione, ricordo la dura battaglia che la Deputazione ticinese dovette fare per strappare questa sede di un Istituzione federale (non per decentralizzare un qualunque ufficio, dissi all’epoca) contro i piani del Governo, dell’amministrazione, dei giudici e delle maggioranze di entrambe le Commissioni giuridiche del Nazionale e degli Stati. L’assegnazione dei dure nuovi tribunali (quello penale e quello amministrativo di San Gallo) furono un grande momento di federalismo applicato, dando finalmente alla Svizzera italiana e alla Svizzera orientale un pezzo estremamente simbolico di Stato federale, dopo che la Romandia e la Svizzera centrale avevano avuto con Losanna e Lucerna i primi due Tribunali federali.

Si termina venerdì sera con il Comitato nazionale del PPD a Minusio e sabato con l’Assemblea die delegati a Tenero, seguita da un incontro a Bellinzona con la Camera di commercio ticinese dove con Doris Leuthard e Fabio Regazzi illustriamo le ragioni che ci portano a sostenere senza esitazioni l’aumento della vignetta a 100 franchi, necessario a finanziare la ripresa di ben 400 km di strade cantonali da parte della Confederazione, sgravando i cantoni dei costi di manutenzione (per il Ticino sono da subito 10 milioni l’anno in meno) e finanziando poi la costruzione delle tratte ancora mancanti (per noi il collegamento A2-A13 e la Stabio-Gaggiolo).

Sabato sera, dopo il consueto CdA dell’HCAP, ultimo dibattito – stavolta a Lugano con il Rinnovamento nello spirito sul tema etica ed economia – ultima gioia a distanza per il risultato dell’Ambrì, poi… via a preparare le valigie. Domenica si riparte!

Giornale del popolo, 28.10.2013

Settimana 48