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Lombardi: “Dobbiamo trovare un nuovo equilibrio”. Borradori: “Con la Stabio-Arcisate abbiamo perso un’occasione”

COMO – “Non solo il cuore degli italiani sussulta quando si sente parlare di “burocrazia zero”, anche quello degli svizzeri”. Sono le parole uscite dalla bocca di Filippo Lombardi, tra gli ospiti presenti ieri, a Como, al convegno promosso dal Gruppo di lavoro insubrico del Rotary.

L’argomento del convegno? La creazione di una zona franca, o meglio un’area a “burocrazia zero”, che raggruppi appunto l’area insubrica di Varese, Como e Ticino. Per il senatore ticinese uno Stato “un po’ più amico delle imprese” anche nel versante italiano porterebbe equilibrio laddove questo equilibrio adesso non c’è più. Il riferimento, ovvio, va al crescente numero dei frontalieri, ma anche al numero crescente di imprese italiane che scelgono di collocarsi in Svizzera.

E proprio su quest’ultimo punto si è cercato di fare chiarezza. Perché, come hanno osservato Remigio Ratti e Alberto Bramanti, autori di un’ analisi sugli scenari futuri dell’area insubrica, l’economia ticinese è ormai satura. E la fuga delle imprese italiane non potrà continuare a lungo.

Da qui l’idea di andare verso una cooperazione meglio strutturata. Tra le proposte illustrate, quindi, ecco comparire anche quella della trasformazione dell’attuale Regio Insubrica in una nuova “entità pubblica multilivello”.

A tal proposito è intervenuto pure Marco Borradori che non ha mancato di definire la Regio un’esperienza “nata dalla volontà della Svizzera di potenziare le sue relazioni internazionali”. Volontà che si è concretizzata con un progetto da ben 30 miliardi di franchi spesi per collegare attraverso la ferrovia il Nord e il sud Europa.

Ma è proprio la questione delle infrastrutture, con i problemi relativi alla ferrovia Stabio-Arcisate, a rivelarsi uno dei tasti dolenti. Per Borradori, infatti, il blocco del cantiere si è rivelato finora un autentico fallimento. “La ferrovia doveva essere pronta per l’appuntamento del 2015, ma difficilmente riusciremo a stare nei tempi. Lombardia e Italia non hanno saputo cogliere questa grande opportunità, cruciale per collegare il Ticino a Malpensa, ma anche utile per permettere ai frontalieri la possibilità di andare al lavoro in treno, facendo respirare le strade intasate della nostra regione”.

Tio 22.1.2014