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di Filippo Lombardi, Consigliere agli Stati PPD

Una enorme soddisfazione mi avvolge quando – dopo quattro per di dibattito serrato che ho seguito minuto per minuto – appare sul tabellone del Consilio nazionale il risultato del voto sul tunnel di risanamento al S. Gottardo. Il successo è ancora più ampio di quanto si potesse immaginare fino a qualche giorno fa, a dimostrazione soprattutto di una solidarietà romanda che è finalmente emersa con apprezzabile chiarezza. Ottima cosa, che impegna ci impegna come Ticinesi a sostenere a loro volta nei prossimi anni le necessità stradali urgenti della Romandia, come già abbiamo sostenuto con convinzione quelle ferroviarie.

La spaccatura si dimostra dunque in tutta evidenza per quello che è: puramente ideologica, con la sinistra rossoverde che ha fatto di questa battaglia di retroguardia il banco di prova della sua ventennale irritante e incomprensibile rigidità. Tutti in questo tempo si sono mossi, tutti hanno sostenuto lo sviluppo dell’offerta ferroviaria, il contenimento del traffico stradale e il trasferimento del traffico pesante su rotaia, tutti si impegnano con misure concrete per la protezione dell’ambiente e delle Alpi. Anche l’economia e il settore dei trasporti hanno fatto la loro parte, razionalizzando i trasporti, riducendo i viaggi a vuoto, migliorando i veicoli pesanti e diminuendone di gran lunga l’impatto sull’ambiente, come tutti gli studi sulla qualità dell’aria dimostrano.

E soprattutto tutti, ma proprio tutti, dal Consiglio federale all’UE ed ai Paesi vicini, dai partiti borghesi alle due Camere del Parlamento, dagli autotrasportatori alle associazioni automobilistiche, hanno riconosciuto l’importanza di non accrescere il traffico stradale transalpino, per cui il secondo tunnel – necessario per risanare il primo senza isolare per tre anni il Ticino – non potrà portare ad un aumento di capacità. Un impegno che viene ora ancorato in modo dettagliato nella legge, e il cui rispetto ci viene garantito per iscritto dalla Commissione europea.

Tutti si sono mossi, tutti hanno fatto quel che bisognava fare quando si è scoperto – cosa negata all’epoca dal consigliere federale Leuenberger – che il S. Gottardo va risanato urgentemente con una chiusura forzata di tre anni. Tutti? No perdiana! La sinistra non si è mossa di un millimetro, e ci porterà ora alla votazione popolare con gli stessi argomenti triti e ritriti di dieci anni or sono, quando la proposta da combattere era tutt’altra.

Che dire allora: portiamo con serenità la decisione davanti al popolo, che capirà a sua volta quello che tutti i olitici federali senza paraocchi ideologici hanno capito quando i deputati ticinesi lo hanno spiegato: questa NON è la ripetizione del voto sul controprogetto “Avanti”, questa NON è una decisone contraria alla Costituzione, questa NON è una decisione in contrasto con il trasferimento del traffico merci su rotaia. Questa è invece LA soluzione che permette di risanare senza isolare il Ticin né ammazzare ul S. Bernardino o la strada del Passo al S. Gottardo. Questa ed è LA soluzione che ci darà finalmente un sistema stabile e un collegamento sicuro anche in vista dei prossimi decenni, delle inevitabili manutenzioni annuali e dei futuri risanamenti totali. Questa è LA soluzione che investe in modo mirato i soldi del cittadino e non li butta dalla finestra per dei trenini navetta da un miliardo che dopo tre anni andrebbero smontati. Questa è infine LA soluzione che assicurerà finalmente la sicurezza in galleria, mettendo fine agli scontri frontali e laterali che hanno già mietuto troppe vittime.

SÎ, questo è un grande giorno per il Ticino. E per la solidarietà di tutta la Svizzera.

Giornale del popolo, 25.9.2014