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Il documento, redatto dallo stesso architetto, ripercorre la genesi della consulenza architettonico-paesaggistica, affidatagli dal comune di Quinto ad inizio marzo

QUINTO – Come annunciato questa mattina in conferenza stampa, sarà Mario Botta a occuparsi della progettazione preliminare della nuova Valascia. I tempi stretti per l’edificazione di una nuova pista (che dovrà avvenire entro il settembre 2018) imposti dalla Lega di hockey affinché l’Ambrì possa restare in serie A, hanno infatti spinto, come spiegato di fronte i media, l’Hockey Club Ambrì Piotta ad attribuire l’incarico all’architetto ticinese su mandato diretto.

E a fornire nuovi dettagli sulla genesi della “consulenza architettonico-paesaggistica – nata a inizio marzo – per l’inserimento della nuova pista di ghiaccio nelle aree in contiguità con il villaggio di Ambrì” è nel pomeriggio lo stesso Botta che, con un comunicato da lui firmato che pubblichiamo integralmente in quanto segue, ripercorre i passi fatti e le problematiche sorte: dal rapporto con il paesaggio ai contenuti, fino alle esigenze di sicurezza e di immagine della nuova struttura.

Prima di tutto le ipotesi, due quelle formulate da Botta:

Ipotesi A:

Gli studi di pianificazione già in corso indicavano un’area compresa tra l’aerodromo a sud e l’arteria autostradale A2 a nord.

Subito è apparsa la difficoltà di inserire un importante volume edilizio in quel contesto, in particolare per la rottura visiva che si sarebbe creata tra lo scorrimento autostradale e il piano verde sottostante, caratterizzato dall’aerodromo; con questo impianto vi era purtroppo la certezza dell’edificazione di un vero e proprio ostacolo visivo rispetto ai villaggi situati alla base della montagna, sul fronte sud.

Inoltre la dimensione della pista richiesta rientrava a fatica nei ristretti margini di edificabilità concessi dalla pianificazione.

Ipotesi B:

I problemi progettuali sollevati dall’ipotesi A, mi hanno indotto a valutare l’esistenza di un’altra area, in contiguità con il nucleo abitato, nell’intento di far sì che la nuova pista potesse diventare anche un centro di aggregazione per la vita sociale del villaggio.

Per questo, ho azzardato di suggerire una variante (ipotesi B) con una nuova possibilità edificatoria.

Purtroppo questa variante non ha potuto rientrare in linea di conto poiché le scelte legislative e pianificatorie si erano già consolidate attorno all’ipotesi A (aerodromo).

A fine marzo 2014 è parso evidente come una soluzione relativamente rapida e credibile dovesse maturare nell’ambito progettuale della proposta ufficiale pianificatoria, e quindi trovare possibili soluzioni nel comparto aerodromo.

Parallelamente le discussioni fatte con le autorità comunali e con i responsabili della Valascia Immobiliare SA, mettevano a punto una serie di esigenze che spostavano di fatto le ipotesi iniziali della realizzazione di una semplice pista di ghiaccio. Infatti, anche per una questione di sostenibilità economica, diventava sempre più evidente l’importanza di inserire nel programma attività complementari all’utilizzo della pista e aperte alla comunità in modo tale che la nuova struttura potesse vivere a tempo pieno durante tutto l’anno e permettere attività sociali e di incontro tali da favorire la vita dell’intera comunità della valle.

Di fronte a queste nuove esigenze, che di fatto aumentavano anche in maniera considerevole il programma dei contenuti pensato in un primo tempo (per il bando preliminare di concorso), ma che nel contempo richiedevano una “cura dimagrante” per rientrare nei costi preventivati, mi è sembrato che la cosa migliore fosse quella di spingere lo studio di fattibilità ad una scala più dettagliata. Si trattava di verificare come dare forma ai nuovi quantitativi con l’obiettivo di permettere una buona qualità architettonica.

Di seguito illustro alcuni temi cruciali per la realizzazione di una nuova sintesi fra le esigenze maturate durante le discussioni progettuali, che dovrebbero diventare parti importanti della nuova realizzazione:

Rapporto con il paesaggio

L’esigenza di uno sguardo rapido a partire soprattutto dall’utente autostradale verso la pianura dell’autodromo e oltre verso i villaggi che si snodano sul fronte sud della montagna, suggerirebbe di non utilizzare (se non parzialmente) la grande volumetria concessa dall’attuale condizione pianificatoria lungo il fronte autostradale (attualmente le norme permettono un fronte con un altezza di oltre 20 m).

Il mio suggerimento per una realizzazione rispettosa del paesaggio sarebbe quella di ridurre ad una quota minima di copertura della pista, abbassando il livello del “ghiaccio” al di sotto della falda acquifera (lo schema indicato dal progetto preliminare indica il livello della falda acquifera a – 1 m circa; per ottenere l’abbassamento rispetto all’autostrada si rende necessario portare il livello del ghiaccio a circa 2.20 / 2.50 m al di sotto della falda stessa).

Programma dei contenuti

Rispetto alle indicazioni iniziali, tese a soddisfare le esigenze tecnico-sportive di una nuova pista di ghiaccio, le discussioni, sia con le autorità comunali sia con la Valascia Immobiliare SA, hanno suggerito di inserire in contiguità con la pista un mix di contenuti e di possibili attività, in modo che questo nuovo polo sportivo avesse anche l’opportunità di offrire servizi culturali e sociali.

In particolare nel progetto preliminare di questo studio di fattibilità sono state considerate alcune attività oltre a quelle date dal programma tecnico-sportivo:

una sala ghiaccio (20 x 30 m) di ca..…600 mq

una palestra (20 x 30 m) di ca……….         600 mq

una piazza-spazio eventi di ca……….        400 mq

una atrio-galleria di ca……………….             500 mq

negozi di ca…………………………..   400 mq

uffici di ca……………………………      900 mq

ristorante di ca………………………. 650 mq

cucine e depositi di ca……………….             500 mq

terrazza sopra ristorante di ca………..      400 mq

Ritengo che tutte queste attività complementari alla struttura sportiva, siano “strutturali” per un funzionamento tale da arricchire le offerte che la valle leventina dovrà “inventarsi” dopo la messa in esercizio dell’attraversamento ferroviario rapido (NEAT 2017).

Sicurezza

Per far fronte alle attuali raccomandazioni della Lega Sportiva per la sicurezza degli stadi, è necessario risolvere già a livello progettuale una divisione degli accessi separati fra le differenti tifoserie.

Nello studio preliminare del progetto indichiamo per la tifoseria ospite l’opportunità di un ingresso totalmente autonomo da nord (attraverso un tunnel pedonale già esistente sotto l’autostrada), che risolverebbe in maniera radicale un’organizzazione distributiva attenta a questo problema.

Immagine

È indubbio che la realizzazione della nuova pista di ghiaccio richieda anche un’immagine di riconoscibilità, in particolare rispetto alla viabilità autostradale. Questo potrebbe essere di grande aiuto, anche economico, nella ricerca di sponsor che accettino di identificarsi con questa nuova realtà della valle.

Poiché, al contrario di questa esigenza di visibilità, l’edificazione sul piano dell’autodromo dovrebbe essere (dal mio punto di vista) di grande sobrietà, in grado di dialogare con il linguaggio degli hangar e la dimensione spaziale dell’autodromo stesso, propongo che il richiamo d’immagine avvenga attraverso la realizzazione di un “capriccio” con un linguaggio architettonico totalmente autonomo e astratto, che dovrebbe presentarsi in maniera enigmatica ma affascinante: la proposta architettonica è quella di realizzare un volume che ricalchi un solido primario (un dodecaedro stellato) al cui interno trovino posto due livelli di lounge da offrire a un possibile sponsor per attività di incontri, seminari, riunioni etc., con un collegamento diretto autonomo (scala e ascensori) a partire dal piano terra delle tribune.

Con la conclusione di questo studio, che per le ragioni sopraindicate ha richiesto di entrare anche in una descrizione preliminare del progetto, ritengo di aver completato il mandato di studio che mi è stato affidato dal comune di Quinto.

Liberatv – 19.2.2015