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Il Dipartimento del territorio sapeva da alcuni mesi che vi sarebbe stato un mandato diretto di progettazione e non un concorso internazionale
di Marino Molinaro

Un fulmine a ciel sereno la notizia dell’incarico diretto che la Valascia Immobiliare Sa ha affidato all’architetto Mario Botta per progettare il nuovo stadio del ghiaccio di Piotta, evitando così di dover indire un concorso internazionale come sancisce la Legge sulle commesse pubbliche in presenza di opere sussidiate? Sì per buona parte dell’opinione pubblica, no per molti architetti ticinesi, fra i quali i timori sul fatto che non sarebbe stata seguita la procedura normale circolavano
da mesi, con tanto di segnalazioni orali e scritte agli organi professionali e alcuni articoli di giornale.

Dopo la conferenza stampa convocata lunedì a Quinto, oggi i vertici dell’Ordine ticinese degli architetti e degli ingegneri (Otia) e della Conferenza delle associazioni tecniche del Canton Ticino (Cat) si riuniranno per discuterne. Dal canto loro, ricordiamo, i promotori dell’arena e Mario Botta hanno motivato il mandato diretto, il cui costo sarà coperto da anonimi donatori, con la necessità di rispettare i tempi imposti dalla Lega nazionale di hockey affinché la domanda di costruzione sia depositata entro l’estate 2015 e lo stadio pronto nel settembre 2018. Sebbene la decisione della Valascia Immobiliare Sa sia sorretta da una valutazione giuridica fatta dalla stessa committente, secondo cui l’obbligo di concorso decade qualora non vi sia un contratto d’onere fra committente e offerente, i due organismi che vigilano sul settore dei progettisti hanno pure ingaggiato il loro legale di fiducia, fra i massimi esperti in materia di commesse pubbliche, considerando labLegge cantonale e il Concordato intercantonale sugli appalti.

 

La Gestione del Gc chiede lumi al CdS

Pure la Commissione della gestione del Gran Consiglio, che deve pronunciarsi all’indirizzo del plenum sul messaggio governativo relativo al sussidio cantonale, ha chiesto ieri al Consiglio di Stato informazioni sull’agire della Valascia Immobiliare Sa e sulla parte di sussidio che decadrebbe. Che non si sia trattato di un fulmine a ciel sereno lo confermano peraltro i servizi cantonali preposti a gestire la verifica dei concorsi e lo stanziamento di sussidi, com’è il caso della dislocazione della Valascia dall’attuale posizione sottomontagna a rischio slavine.

Già qualche mese fa – spiega alla ‘RegioneTicino’ Antonio Meucci, capoufficio Lavori sussidiati e appalti – il Dipartimento del territorio ha saputo dalla committenza che per la progettazione del nuovo stadio a Piotta non vi sarebbe stato un contratto d’onere. Detto altrimenti, la Valascia Immobiliare Sa aveva già contattato il Dt – che prevedeva un Mario Botta ha donato a Quinto il proprio studio di fattibilità sussidio di 1,8 milioni per la progettazione nell’ambito del previsto contributo di delocalizzazione, poi in effetti inserito nel messaggio governativo pubblicato il 16 dicembre scorso – per verificare la possibilità di evitare la tortuosa procedura del concorso internazionale. Tutto questo mentre Mario Botta, su incarico del Municipio di Quinto, doveva in teoria
procedere unicamente allo studio di fattibilità, poi maturato strada facendo assumendo la forma di un pre-progetto plasmato sulle nuove indicazioni provenienti da Sa e Hcap riguardo a contenuti e budget. Dottrina e giurisprudenza del Tribunale federale d’altronde parlano chiaro, spiega Paolo Meucci: in assenza di un contratto d’onere fra committente e offerente non si configura la commessa pubblica e di conseguenza decade sia il sussidio di delocalizzazione (nel caso specifico per la sola progettazione architettonica) sia l’obbligo di indire un concorso internazionale.

 

Raul Reali capoprogetto

Tutto da valutare sarà poi il capitolo relativo alla progettazione tecnica della nuova pista. Lunedì in conferenza stampa il presidente dell’Hcap Filippo Lombardi
ha infatti spiegato che capoprogetto è stato designato l’ingegnere Raul Reali, già membro di Cda dell’Hcap e sino a qualche settimana fa membro del Cda della Valascia Immobiliare Sa. Dimissioni, le sue, motivate proprio dal fatto di aver ricevuto l’incarico di capoprogetto.

la Regione Ticino, 21.2.2015