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Il desiderio del Canton Ticino di essere rappresentato nel  gruppo di pilotaggio che dovrà concretizzare la «road map» tra
Italia e Svizzera, in cui figura anche il nuovo regime di tassazione dei frontalieri, rischia di rimanere un sogno nel cassetto.
Stando alla deputazione ticinese alle Camere federali, vi sono grossi ostacoli da superare. Questo problema è stato sollevato
dalla deputazione nel corso  dell’incontro tenutosi la settimana scorsa con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e il segretario di Stato alle questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville.

Mentre la Costituzione svizzera prevede un coinvolgimento dei cantoni nella politica estera, l’Italia non conosce questo tipo di
coinvolgimento per le regioni.

La presenza di un rappresentante ticinese dovrebbe essere controbilanciata da un soggetto che parli per la Lombardia.
La presidente della deputazione Marina Carobbio Guscetti (PS) ha poi sottolineato il buon lavoro di gruppo portato avanti
quando sono in gioco gli interessi generali del Cantone. Tra i «colpi» riusciti, la sospensione della revisione dell’imposizione
alla fonte del reddito da attività lucrativa. Il lavoro riprenderà solo dopo la firma dell’accordo tra la Svizzera e l’Italia sulla tassazione dei frontalieri attesa per l’inizio dell’estate. Ciò che preoccupa la Deputazione non è tanto la possibilità che i frontalieri
possano ottenere sgravi fiscali come i contribuenti residenti, quanto l’aggravio amministrativo che ciò potrebbe generare per il Ticino: si stimano costi pari a 1,2 milioni.

Con Widmer-Schlumpf è stato affrontato anche il tema dei casinò in Ticino, alle prese con seri problemi per far quadrare i conti.
Eidea della ministra di possibili sgravi fiscali è stata accolta con favore, anche se il senatore Filippo Lombardi ha ricordato
che vi sono ostacoli legali non da poco da superare. Tra i temi storici di cui si occupa la deputazione vi è il plurilinguismo
e l’equa rappresentanza delle minoranze nell’amministrazione federale. Stando a Marco Romano (PPD), il rapporto
sull’argomento presentato la settimana scorsa è «impietoso» e mostra quanto ancora ci sia da fare. Sul tema è già pronto
un postulato di Giovanni Merlini (PLR).

Corriere del Ticino, 20.3.2015