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Animata discussione quella che, alla fine, ha visto approvati i due messaggi. Al centro i sospetti sulla provenienza del denaro necessario per la costruzione della Ice Sport International Academy

BELLINZONA – Sì al credito forfettario di tre milioni per la costruzione della Nuova Valascia e sì anche all’alienazione del ex Sanatorio di Piotta per la costruzione della Ice Sport International Academy. Due sì che seppur previsti, soprattutto il primo, non sono stati pronunciati senza polemiche e discussioni.

In molti sono stati concordi nel sottolineare come i due progetti, nel loro insieme, daranno nuova linfa alla realtà leventinese, con gli indotti diretti generati durante la costruzione e quelli che seguiranno nella vita del Palazzo del ghiaccio e della annessa scuola d’élite per sport invernali. Ma è proprio quest’ultima ad aver alimentato la discussione maggiore in Parlamento.

Trattata prima dell’approvazione del credito forfettario per la Valascia. A cui era legata a doppio filo, l’alienazione del Sanatorio di Piotta per la cifra simbolica di 750mila franchi ha visto scatenarsi soprattutto Sergio Savoia e Jacques Ducry sollevando dubbi sulla provenienza del denaro a cui sono seguite repliche e controrepliche da parte di favorevoli e contrari.

“Sarà perché ho stakanovato in ambiente giudiziario, ma quando compaiono aiuti di stranieri che hanno poco a che vedere con la passione hockystica, c’è sempre qualcosa che mi lascia perplesso”, ha commentato Ducry che ha poi invitato i ministri presenti, Vitta e Zali, a precisare da chi sarà composto CdA della società, come verrà accertata la provenienza del denaro – per portare in porto il progetto si stima un investimento di trenta milioni –, “e ci diranno perché i kazaki dovrebbero essere interessati a creare questa accademia al posto del Sanatorio”.

Nel suo intervento Ducry non ha risparmiato critiche anche alla separazione dei due dossier e alla necessità, per “l’improvviso” pericolo valanghe, di spostare la Valascia – a cui, durante la discussione del relativo messaggio, ha ribadito la sua opposizione. “Perché non viene chiusa se è così pericolosa? Perché si è assistito a partite quando sul tetto della struttura c’erano otto metri di neve? Perché non si lasciano i tempi tecnici per fare dei concorsi pubblici per questi progetti? Chi controlla la bontà di queste due fanciulle prestanome? Pongo molte domande – ha aggiunto accennando al suo passato di magistrato –, ma dobbiamo stare attenti. Il Sanatorio sanava le teste delle persone, non vorrei che oggi finisse col sanare qualcosa d’altro…” Per Ducry questi fantomatici, perché nessuno li ha ancora visti, trenta milioni messi sul piatto dalla Ice Academy “sono soldi che meritano degli accertamenti prima di alienare, perché lo stato non può permettersi di vendere senza fare i dovuti accertamenti. Se vogliamo bene al nostro paese non inquiniamolo tramite persone giuridiche che rappresentano qualcosa che non meritiamo di avere sul nostro territorio. Meglio che ci pascolino le mucche piuttosto che costruire dei templi nel deserto”, ha concluso ribadendo la sua negatività nei confronti del progetto.

Gli ha fatto eco, nelle criticità, Sergio Savoia che ha annunciato il voto contrario dei Verdi. “Qui sta arrivando di nuovo il messia, solo che questa volta è kazako”, ha esordito riferendosi poi ai crocevia di “altre cose” che attraversano il paese. “Chi mette questi 30 milioni? Come sono stati fatti? Domande che bisogna porsi, perché sappiamo bene che se c’è un modo di ripulire il denaro è proprio questo”, ha continuato Savoia evidenziando gli “aspetti fumosi” di questo investimento e la velocità con cui il Governo ha licenziato il messaggio relativo al Sanatorio a due soli mesi dalla costituzione della società che fonderà l’accademia del ghiaccio. “È stupefacente come a volte la politica riesca a muoversi che neanche Speedy Gonzales! Nel messaggio si evidenzia gli indotti che verranno generati nella regione e nel territorio, con la creazione di nuovi posti di lavoro e durante la costruzione… ma dobbiamo separare gli auspici dalla realtà. E mi auguro esista un preciso accordo perché altrimenti mi immagino quanto le due signore kazake abbiano a cuore l’economia leventinese”. Inoltre, Savoia ha sottolineato anche l’aspetto riguardante la tutela del territorio: con questa licenza edilizia, se pur ancorata alla realizzazione della accademia, si è aperto alla costruzione zone boschive pregiate. “Che ne sarà se la scuola non verrà fatta?” Insomma, ha concluso, “rischiamo di essere facili profeti quando diciamo che questa Ice Academy si scioglierà come il ghiaccio di cui è fatta”.

Interventi duri che hanno suscitato le repliche del ministro Zali: “Assistiamo a obiezioni virulente, con Ducry che è tornato all’antica professione e intravvede il reato penale ovunque”, ha esordito ricordando che vige la presunzione di innocenza e che gli invocati controlli sono di competenza delle autorità preposte e non del Governo. “Non mi fascerei la testa in anticipo – ha concluso –. Da parte mia, questo progetto non presenta alcun problema a meno di non voler vedere il marcio ovunque”.

liberatv.ch, 22.6.2015