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L’opinione di Filippo Lombardi
Non passa giorno senza che mi venga posta da qualcuno la domanda di rito: «Alura president, la femm sü ’sta Valascia?». A tutti devo dare risposte per forza tranquillizzanti, ma la verità è che non lo so. Oggi non ho la risposta!
Con il voto favorevole di lunedì, il Gran Consiglio ticinese ha solo concluso la prima tappa dell’incredibile corsa ad ostacoli iniziata nell’ottobre 2010, quando il Cantone mise fine alla nostra intenzione di ristrutturare la vecchia Valascia per 16 milioni di franchi in tre tappe (estati 2011-12-13). Il preavviso negativo alla nostra domanda di costruzione non era legalmente impugnabile, poiché le zone di pericolo definite sotto la supervisione dell’Istituto svizzero per le valanghe di Davos non si possono contestare, anche quando vengono allargate (come in numerose zone del Paese) per tener conto delle accresciute esigenze di sicurezza che la politica e la società impongono. Restare alla vecchia Valascia avrebbe richiesto investimenti pubblici di una trentina di milioni per ripari valangari in quota. Il Cantone non riteneva di poterli assumere, ma ci assicurava aiuto per una nuova costruzione in altra zona.
Con il voto positivo del Gran Consiglio si è dunque conclusa dopo quattro anni e mezzo la prima tappa di questa corsa contro il tempo. Nell’agosto 2013 avevo lanciato un grido d’allarme per la lentezza delle procedure pianificatorie che rischiavano di farci arrivare fuori tempo massimo per la famosa ghigliottina imposta dalla Lega nazionale di hockey nel settembre del 2018.
È doveroso oggi un ringraziamento sentito al Comune di Quinto e al Cantone (penso in particolare al Dipartimento del territorio, a quello dell’economia e delle finanze e al DECS per la parte Sport Toto) per aver fatto veramente tutto il possibile onde accelerare i tempi. Un grazie convinto anche alla Commissione della gestione, ai suoi relatori Michele Guerra e Walter Gianora, e soprattutto al Gran Consiglio nel suo insieme che ha votato il sussidio di politica regionale e la cessione del Sanatorio di Piotta alla neocostituita ISI Academy. Progetto, quest’ultimo, nel quale l’HCAP non è coinvolto, ma che rappresenta probabilmente l’unica sinergia importante possibile al momento nella regione, non essendo immaginabili né shopping center, né parchi giochi, né uffici né case per anziani.
Un grazie anche a chi non ha votato il credito: le perplessità espresse ci saranno di sprone a fare al meglio i prossimi passi. Siamo tutti coscienti di assumere dei rischi importanti e purtroppo inevitabili in un progetto simile, ma nessuno muore dalla voglia di essere identificato con operazioni illegali o fallimentari.
Possiamo dunque dire che la prima fase è conclusa con successo. Comincia ora la seconda fase, che sarà più breve ma almeno altrettanto difficile. Per poter iniziare i lavori nella prossima primavera, si tratta di ottenere la licenza edilizia e appaltare i lavori in tempi rapidi, ma soprattutto di concretizzare una delle varianti di finanziamento privato sin qui allo stadio dei contatti preliminari. Era necessario avere messo a posto tutto il resto per avanzare in questo campo, che deve apportare comunque i due terzi dei mezzi necessari. Seguirà infine la terza fase, ovvero i due anni della costruzione vera e propria, paradossalmente forse meno difficile, sempre che le premesse siano quelle giuste.
Per questo dico che ancora non sappiamo se la pista veramente si farà. Possiamo oggi solo prendere tre impegni, importanti. Il primo è che faremo tutto il possibile per arrivarci. Il secondo è che faremo tutto il necessario per evitare le situazioni evocate da certi interventi in Gran Consiglio. E il terzo è che, se ci renderemo conto di non potercela fare, saremo i primi a tirare tempestivamente il freno a mano interrompendo l’esercizio, onde evitare di far spendere inutilmente soldi all’ente pubblico, tenendoci tutt’al più le perdite private che non mancano mai.
Insomma: grazie a tutti per essere arrivati fin qui, ma da oggi possiamo solo ricominciare a rimboccarci le maniche.
Corriere del Ticino, 24.6.2015