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Problemi (economici) e soluzioni. Per Filippo Lombardi si deve voltar pagina: “Sono almeno otto i club di LNA costretti, a fine anno, a scrivere cifre rosse sul bilancio”

AMBRÌ – Il Davos, campione svizzero, è sommerso dai debiti. È infatti di qualche giorno fa la notizia del buco milionario per la gestione 2014-15 del club grigionese, deficit che sommato a quello delle due precedenti stagioni, porta la cifra con il “segno meno” sui conti gialloblù, fino a circa 3’000’000.

Ma come, anche il potentissimo, ricchissimo, vincentissimo, sorridentissimo… (potremmo andare avanti ancora molto con i superlativi assoluti) club di Arno Del Curto ha problemi di quattrini? E noi che ci eravamo messi in testa che solo la situazione dell’Ambrì, perennemente con l’acqua alla gola, fosse difficile…

“Questa similitudine è preoccupante soprattutto perché non si limita esclusivamente alle nostre due società – ha sottolineato Filippo Lombardi, presidente dell’HCAP – Sono infatti almeno otto i club di LNA che, a fine anno, sono costretti a scrivere cifre rosse sul bilancio e che si salvano grazie a donatori, mecenati, collette, aumenti di capitale… chiamateli un po’ come vi pare”.

Si sta dipingendo un quadro della situazione assai preoccupante.
“Non conosco alla perfezione la situazione del Davos, non so tutte le cifre. Quindi per quanto riguarda i grigionesi, posso solo fare un’analisi sommaria. Hanno un budget superiore al nostro e quindi anche un potenziale sportivo maggiore rispetto a quello dell’Ambrì. Il milione di perdita di cui mi state parlando è probabilmente dato dai minori introiti relativi alla Spengler. Prima, fino a qualche anno fa, i gialloblù avevano perdite per tre milioni, interamente coperte dai ricavi della manifestazione dicembrina. Da qualche stagione però, dalla “loro” Coppa ricavano meno: diritti tv minori e le fette della torta riservate alle altre squadre hanno abbassato i loro incassi a due milioni. Ecco qui il disavanzo”.

Per quanto riguarda, invece, la situazione globale dell’hockey svizzero?
“Lo dico fin dal primo giorno della mia presidenza: è dopato. Le società soffrono”.

Ci sarà pure una via d’uscita…
“Una soluzione sarebbe l’introduzione del Salary Cap. Ma questo andrebbe contro il diritto svizzero del lavoro. Potremmo salvarci introducendo un gentlemen agreement tra i club”.

Una sorta di accordo su compensi e spese varie…
“Ancora meglio sarebbe se la Lega intervenisse regolando la remunerazione degli agenti. Voi non avete idea delle loro tariffe”.

C’è un modo per controllare le loro parcelle?
“Non intendevo questo. Si potrebbe fare in modo di “spostare” l’onere del pagamento degli agenti dal club ai giocatori. Forse, così, gli atleti comincerebbero a fare dei conti”.

Probabilmente chiederebbero alla società uno stipendio maggiore, così da coprire la paga del rappresentante di turno…
“Non ne sono così sicuro, non sarebbe un passaggio automatico. Altro passo fondamentale sarebbe la regolamentazione del lavoro degli agenti. Questi andrebbero controllati con attenzione. Soprattutto si dovrebbe fare in modo che stiano lontani da giocatori molto giovani”.

tio, 1.9.2015