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Dal palco del Fevi, il senatore ha aperto il proprio discorso puntando il dito contro “l’abominevole commercio della speranza” in atto e ha chiuso guardando a un altro importante appuntamento che attende il partito: “A gennaio il nuovo presidente”

LOCARNO – Il coordinatore del PPD Filippo Lombardi ha aperto questa mattina al Palazzetto Fevi di Locarno il congresso elettorale del suo partito, a cui la consigliera federale Doris Leuthard – di cui era prevista la presenza – non ha potuto partecipare per importanti impegni internazionali a Parigi, con un discorso incentrato su quella che ha chiamato una sciagura umanitaria: l’enorme flusso migratorio che si sta spostando dall’Africa verso l’Europa.

Lombardi ha indicato i principali motivi all’origine del fenomeno, tra i quali la destabilizzazione di quell’area da parte delle potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti. Ha poi puntato il dito contro “l’abominevole commercio della speranza, di cui i passatori sono solo l’ultimo anello. Un ministro austriaco ci ha detto che secondo i loro calcoli la cifra d’affari del traffico di esseri umani supera ormai quello della droga e della prostituzione”.

Uno dei grandi temi indicati dal PPD svizzero al recente congresso è in effetti l’asilo: “Chiederemo che venga scaricata la pressione sul Ticino – ha detto il senatore –. Chiederemo di mettere a termine i viaggi degli asilanti nei loro paesi di origine che suscitano incomprensione nella popolazione, chiederemo di mantenere il divieto di lavorare per i profughi, ma che vengano occupati una volta assegnati nei vari centri di accoglienza”.

Il PPD non si batte per l’abolizione dell’accordo di Dublino, ha aggiunto Lombardi, ma perché quell’accordo venga applicato da tutti i paesi europei. “Tutto questo mio discorso è nel nome della razionalità. Ma dietro, sullo sfondo, ci sono donne e bambini, ci sono morti che interpellano la nostra coscienza”. Lombardi a questo punto ha chiesto alla sala un minuto di silenzio e una preghiera “per queste persone vittime di una tragedia umanitaria”.

Il coordinatore del partito ha poi parlato degli obbiettivi politici: “Vogliamo che il PPD resti un perno della vita democratica in Ticino e in Svizzera e il nostro partito sarà in futuro quello che noi vorremmo che sia”. Si è poi rivolto al presidente del PLR e candidato al Nazionale Rocco Cattaneo, presente in sala: “È un bel segnale caro Rocco la tua presenza, a 125 anni dall’omicidio di Luigi Rossi possiamo di esserci lasciati alle spalle i dissidi che hanno diviso i nostri partiti. È un segnale di unità per un grande centro. Sono davvero troppe le forze che sembrano dominare il bailamme della comunicazione e che ci dicono di attaccare, che lanciano messaggi aggressivi per ottenere consensi. Noi siamo invece per il dialogo e la concordanza”.

Lombardi ha chiuso il suo discordo indicando la prossima scadenza importante: il congresso del gennaio 2016, quando il “popolo azzurro” dovrà scegliere il suo presidente: “Andremo all’appuntamento una o più candidature in modo che la prossima guida del partito sia scelta ne modo più democratico possibile”.

liberatv.ch 5.9.2015