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Il coordinatore del PPD si rivolge al “suo” popolo con un duro messaggio motivazionale: “Se la squadra di hockey di cui mi occupo dimostrasse così poca combattività come certi amici di partito, sarebbe morta da tempo”

BELLINZONA – Un discorso alla squadra. Un discorso di quelli duri, pieni di passione, per scuotere, motivare, spingere tutti a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Pacche sulle spalle ma anche qualche calcio nel sedere, come si deve fare quando la sfida è troppo importante per permettersi una sconfitta. E la partita del 18 ottobre per il PPD rischia davvero di trasformarsi nella partita della vita. L’ultimo sondaggio del Giornale del Popolo ha detto che i socialisti sono lì, a un tiro di schioppo. E il secondo seggio azzurro è a forte rischio.

Per questo il coordinatore Filippo Lombardi si è messo alla tastiera e ha mandato un messaggio alle truppe. Un messaggio che spiega al popolo azzurro sia quel che assolutamente non bisogna fare, sia la ricetta per riuscire a vincere. Inutile aggiungere altro. Di seguito per esteso il messaggio di Lombardi:

“Il 18 ottobre si rinnovano le Camere federali, molti stanno già votando per corrispondenza in questi giorni. Sappiamo tutti che questa sfida è decisiva per il PPD, che deve e vuole dare un chiaro segnale di ripresa e di vitalità, difendendo con orgoglio i suoi tre rappresentanti a Berna e preparando il terreno per le Comunali del 2016.

Ci sono però quattro atteggiamenti inaccettabili che dobbiamo assolutamente combattere, se vogliamo raggiungere questo risultato:

1. La beata passività di chi pensa che “tanto andrà bene comunque” e non è necessario scaldarsela più di tanto: il recente sondaggio del GdP suona come un minaccioso campanello d’allarme: il secondo seggio al Nazionale non è per niente garantito, anzi, potrebbe addirittura venirci rapito dai socialcomunisti uniti, per poche centinaia di schede! Una beffa e soprattutto un danno pesantissimo per il Partito e per il Ticino, che non possiamo permetterci.

2. La rassegnazione di chi invece pensa che “ormai siamo destinati a perdere” e quindi si arrende ancor prima della battaglia. Un atteggiamento vergognoso e indegno di noi. Inutile poi lamentarsi che le forze populiste sconvolgano la politica ticinese calpestando i nostri valori. Nei valori non basta credere a parole: per i valori bisogna lottare, giorno per giorno, scheda per scheda! Non voglio confondere sport e politica, ma vi dico che se la squadra di hockey di cui mi occupo dimostrasse così poca combattività come certi amici di partito, sarebbe morta da tempo, sepolta dai pronostici e dai club più ricchi e potenti. Vogliamo combattere, vogliamo resistere, vogliamo esistere!

3. La maledetta abitudine di “mettere il naso in casa d’altri”, che già ci ha puniti alle scorse cantonali, con troppi amici che hanno creduto di partecipare al “derby Lega-PLR” sostenendo chi gli uni, chi gli altri. Smettiamola di pensare che si possa essere buoni PPD pur distribuendo voti a destra e a manca: i nostri voti devono andare ai candidati che rappresentano i nostri valori e che alzano sempre ancora con coraggio e passione la nostra bandiera!

4. Il vizio di dare sempre la colpa agli altri: se le cose non funzionano è colpa del Partito, di chi lo dirige, di chi lo rappresenta, delle autorità, dei media, dei tempi che sono cambiati e della gente che non ci capisce… Ebbene NO! La domanda che dobbiamo porci ogni santo giorno non è “chi ha sbagliato?” bensì “cosa posso fare meglio io?”. Il risultato del 18 ottobre non sta scritto nelle stelle: dipende unicamente dal mio lavoro, dal tuo lavoro, dal nostro lavoro. Rimbocchiamoci tutti le maniche, e torneremo a festeggiare la vittoria!

La ricetta per il successo è semplice:

– Votare tutti, con convinzione e senza indugio, le nostre liste ed i nostri candidati!

– Non disperdere voti su altri. In caso di dubbio è sempre meglio la scheda secca!

– Far votare amici e famigliari appena hanno ricevuto il materiale di voto!

– Usare la propria rete di contatti personali, sociali, professionali per far votare le nostre liste ed nostri candidati: una telefonata, un sms, una parola giusta a chi si incontra per strada, al bar, sul posto di lavoro possono fare molto di più di tanti cartelloni e annunci pubblicitari!

Amiche ed amici: questo è il momento di reagire. Solo così saremo davvero popolari democratici, liberi e forti! Grazie a ciascuna e a ciascuno di voi per il suo aiuto!

Filippo Lombardi

liberatv.ch 23.9.2015