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Quattro presidenti di partito si sono uniti nella campagna a favore del raddoppio del San Gottardo

Lega, PLRT, PPD e UDC, hanno unito le forze a sostegno del risanamento della galleria autostradale del San Gottardo. Il progetto in votazione il 28 febbraio 2016, secondo le citate forze politiche, “è fondamentale non solo per tutta la Svizzera, ma soprattutto per il Cantone Ticino. Solo votando Sì si garantirà il principale collegamento stradale del Cantone con il Nord delle Alpi e il Ticino non verrà lasciato solo ed isolato dalla Confederazione.”

La coalizione a favore del progetto, ha spiegato attraverso un comunicato stampa le sue ragioni: “Isolare il Ticino per tre anni. Questa sarebbe la conseguenza catastrofica che bisognerebbe affrontare nel caso in cui il popolo svizzero non dovesse accettare la realizzazione di un secondo tunnel al San Gottardo senza aumento di capacità. Il nostro Cantone si trova geograficamente ai margini della Svizzera. I presidenti dei quattro maggiori partiti ticinesi Attilio Bignasca (Lega), Rocco Cattaneo (PLRT), Filippo Lombardi (PPD) e Piero Marchesi (UDC) si sono riuniti per lanciare un messaggio ai ticinesi e a tutta la Confederazione: se si dovesse chiudere il principale collegamento autostradale per quasi mille giorni vi sarebbero serie e gravi ripercussioni per il Ticino.”

Secondo i presidenti dei quattro partiti, in questione vi sarebbe la coesione nazionale: “quale Cantone può sentirsi interamente parte della Confederazione senza che abbia una strada affidabile e funzionante? L’alternativa di un instabile sistema di treni navetta, che già oggi è stato chiaramente definito insufficiente e precario, metterebbe in serio repentaglio la nostra mobilità. Inoltre, a Biasca e ad Airolo, dove verranno situati i binari rispettivamente per i veicoli pesanti e per quelli privati, si dovranno sacrificare importanti e preziosi terreni, senza dimenticare che il trasbordo causerà seri problemi di circolazione nelle nostre Valli. Sarà infatti sufficiente un minimo ritardo dei treni o una panne della ferrovia che tutto il sistema è a rischio collasso. Un isolamento del Ticino metterebbe inoltre a rischio la nostra economia che non potrebbe più fare affidamento su un sistema di trasporti veloce ed efficace. Le imprese svizzere esportatrici, gli importatori e i consumatori come pure l’economia interna verrebbero colpiti molto negativamente da una chiusura pluriennale della galleria del San Gottardo. Tutti i Cantoni svizzeri hanno interesse ad avere durante il risanamento una soluzione che soddisfi le necessità e le richieste di capacità per mezzo di una galleria di risanamento. Anche la ferrovia ha un ruolo centrale sia per le esportazioni che per le importazioni. È quindi molto importante che non venga messo in contrapposizione un mezzo di trasporto ad un altro. Merci per trasporti a lunga distanza possono essere ragionevolmente trasportate sui treni. Ma la Svizzera – e soprattutto il Ticino – è fatta di piccole valli e di Comuni poco serviti dalla ferrovia. Proprio come l’economia ha bisogno di un traffico merci efficiente su rotaia, allo stesso tempo dipende però parallelamente da collegamenti stradali sicuri.”

“Infine – proseguono nel loro testo i favorevoli – il risanamento della galleria autostradale del San Gottardo tramite la realizzazione di un tubo di risanamento avrebbe anche una conseguenza positiva: un netto aumento della sicurezza. Grazie alla realizzazione di un secondo tunnel si potrà infatti eliminare il pericoloso traffico bidirezionale che oggi è stato la causa di numerosi incidenti. Al termine dei lavori di risanamento si potrà circolare su un’unica corsia per tunnel, con una corsia di emergenza che permetterà ai soccorsi di raggiungere più facilmente i veicoli in caso di incidente o panne. Come previsto da Costituzione e legge non vi sarà nessun aumento di capacità e si garantirà finalmente una galleria sicura per tutti gli utenti.”

“Attilio Bignasca, Rocco Cattaneo, Filippo Lombardi e Piero Marchesi lanciano quindi un appello ai cittadini ticinesi e confederati: votate SÌ il prossimo 28 febbraio per non trasformare il Ticino un Cantone di serie B!”