Post Type

Sapevamo che Achille – il nostro amico Chille – stava combattendo una dura battaglia. Fino all’ultimo ci ha creduto, e noi con lui. Ci pareva semplicemente impossibile che la sua bonomia, la sua innata simpatia, il suo proverbiale umorismo ci potessero mancare. Purtroppo è giunta invece la triste notizia che non avremmo voluto sentire mai, da nessun comunicatore.

Achille Casanova ci ha lasciati, e questo vuoto fa subito correre il pensiero ai lunghi anni di amicizia, alle battute scambiate, alle belle serate passate insieme, alle battaglie per l’italianità e per le lingue latine sotto la cupola federale.

Formato alla scuola del giornalismo radiotelevisivo, giunto a quarant’anni ad occupare il prestigioso posto di vicecancelliere della Confederazione, e più tardi di portavoce del Consiglio federale, Casanova ha avuto almeno tre meriti essenziali.

Il primo, quello di convincere il Governo, all’epoca ancora molto restio, della necessità imprescindibile di comunicare, di aprirsi con trasparenza e in maniera proattiva ai media e all’opinione pubblica, perché il cittadino ha il diritto di sapere – in modo corretto e non strumentale, come le fughe di notizie pilotate – quanto succede “nelle segrete stanze”.

Il secondo, quello di sdrammatizzare le situazioni difficili in cui il Governo e la politica in genere possono venire a trovarsi. Ricordo bene qualche suo intervento di buon senso e di pacatezza (anche in un caso che mi riguardava personalmente) che seppero calmare gli animi nel nostro Gruppo parlamentare, o fra i partiti, o ancora fra gli stessi Consiglieri federali. Questo equilibrio interno, unito alla sua conoscenza delle regole e dei trucchi del giornalismo, gli permise spesso di non cadere nell’agitazione o nel panico, laddove altri ne erano facilmente preda.

Il terzo dei suoi meriti fu quello di vivere con passione e convinzione il plurilinguismo, la promozione attiva dell’italianità e della latinità nella Berna federale. Una battaglia mai terminata, perché questa è la natura delle cose in un paese multilingue numericamente squilibrato. Una battaglia che ci tocca continuare, anche per onorare la sua memoria.

Ma ben oltre i suoi meriti professionali hanno contato, per tutti coloro che lo hanno conosciuto da vicino, le sue doti umane: generosità e apertura, amicizia e naturale simpatia, umorismo contagioso. La sua scomparsa è una perdita dolorosa, per la sua famiglia e per tutti i suoi amici, per il PPD, per il Ticino e per la Svizzera. Ma noi lo vogliamo ricordare così, con il suo eterno sorriso ed i suoi modi un po’ scherzosi. Riposa in pace, Chille, e continua a sorridere per noi anche dall’altra parte. Ne abbiamo tanto bisogno!