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Non capita spesso ad un presidente di poter ritirare la maglia di un giocatore che ha marcato la storia del suo Club.

Per me questa è la terza volta,

  • dopo il 2009 quando alzammo il numero 8 di Nicola Celio, 20 anni in maglia biancoblu,
  • e dopo il triste ottobre 2011, quando ritirammo con le lacrime agli occhi il numero 19 che fu di Peter Jaks, miglior marcatore nella classifica eterna dell’HCAP.

 

Oggi ritiriamo la maglia numero 46, la maglia di un ragazzo che ha davvero dato tanto all’Hockey Club Ambrì Piotta, e che continua oggi a dargli ancora di più, fuori dal ghiaccio.

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Classe 1981, cresciuto prima nel settore giovanile dell’HC Ascona, arrivò presto fra i Giovani biancoblù insieme ad un signor allenatore come Rocha Cada.

Debuttò giovanissimo, a 17 anni, in LNA con la maglia dell’Ambrì, con la quale ha disputato in 13 stagioni ben 650 partite, risultando il secondo giocatore più longevo dietro a Nicola Celio, ma soprattutto ottenendo il primo posto indiscusso e difficilmente raggiungibile come Capitano con ben 487 partite in questo ruolo fondamentale, cui vanno aggiunte 61 partite da assistente.

Autore di 129 reti e 175 assist in maglia biancoblù, per un totale di 304 punti ovvero ben 0.47 punti a partita, si piazza al 4. Rango della classifica eterna dei punti marcati nell’HCAP. Ha realizzato in particolare 21 Game Winning Goal, l’ultimo dei quali alla sua ultima partita lo scorso aprile a Langenthal.

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Più dei GWG vogliamo però sottolineare il suo ruolo indiscutibile nel mantenimento dell’HCAP nelle stagioni più dure dell’ultimo decennio, quando spesso si è caricato sulle spalle il peso sportivo, psicologico e morale del tener alta la bandiera di tutta la squadra contro le tempeste di ogni genere.

Per questo il ritiro della maglia numero 46 – che Paolo ha indossato per dieci stagioni consecutive ad Ambrì – non è soltanto il doveroso riconoscimento alle statistiche che ho citato.

Questo ritiro vuole esprimere soprattutto la gratitudine della società, di tutti i tifosi biancoblù e di tutti i compagni di squadra che hanno avuto il privilegio di giocare con Paolo, per la sua forte e determinata personalità e per il suo amore senza limiti per l’HC Ambrì Piotta.

 

Ho conosciuto il Paolo dei giorni migliori, allegro e felice per le partite andate bene. Ho conosciuto anche il Paolo più cupo e tenebroso, quando le cose si mettevano male. Ma questi momenti cupi non erano mai di rabbia contro qualcuno. Erano sempre e soltanto dettati dalla passione per l’Ambrì, dalla voglia che la squadra e la società facessero meglio, dalla preoccupazione seria che qualche errore di troppo potesse compromettere 80 anni di una storia troppo bella e troppo importante per finire banalmente.

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Grazie Paolo per avermi aiutato, per averci tutti aiutati in questi anni difficili. E grazie di aver preso su di te il peso e la responsabilità di ricostruire uno staff e una squadra che usciva dall’anno forse più difficile di tutti.

Ritiriamo oggi la maglia 46 per dirti tutti insieme questo GRAZIE.

Ma anche perché questo numero deve mostrare la strada da seguire ai numerosi nostri giovani che proprio in questa stagione ricevono responsabilità fino a ieri quasi impensabili. Insieme a loro e insieme al tuo amico di sempre Luca Cereda hai cominciato a costruire l’Ambrì del futuro.

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Che il 46 appeso oggi sotto la volta della vecchia Valascia, e presto sotto la volta della nuova Valascia, sia da esempio a tutti, sia il simbolo della dedizione e della leadership che TU hai espresso in tutta la tua carriera.

Come te, Paolo, noi non ci arrenderemo mai, e per questo l’Ambrì non morirà mai.

Grazie a Paolo Duca, e Forza Ambrì Piotta, per sempre! 

 

                                                                                             Filippo Lombardi, presidente HCAP

9.9.2017